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Natura morta con pesci

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Via Borgo Parmigianino, 2 – Parma (PR)

Boselli Felice

1650/ 1732

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
36(a) 55(la)
sec. XVIII (1710 – 1710)

nacque a Piacenza il 20 aprile 1650. A Milano, dal 1664 al 1669, fu allievo di Michelangelo Nuvolone. Qui ebbe contatti con Angelo Maria Crivelli detto il Crivellone, specialista in nature morte di selvaggina; l'intonazione generale dei suoi quadri e il fatto che, al contrario di altri specialisti, egli amasse spesso interporre alle nature morte alcune figure, fa pensare che avesse ben osservato la pittura lombarda dei tenebrosi oltre che quella romana del Cerquozzi. Egli dovette poi osservare, come la maggior parte degli artisti italiani che dipinsero nature morte nel Sei e Settecento, anche i Fiamminghi. Dopo un breve soggiorno a Piacenza si trasferì a Parma dove lavorò per i nobili locali e dove il 26 luglio 1673 nacque l'unico figlio, Orazio, che divenne pittore, come dimostra un pagamento del 1715 per apparati nel duomo di Parma compiuti l'anno precedente e che morì nel 1721.
Si dedicò prevalentemente alla pittura di genere: nature morte con cacciagione, pesci, prodotti dell'orto, appoggiati su tavoli rustici o gradini sbrecciati.
Eppure Boselli non ha dipinto esclusivamente scene domestiche. Chiamato a Fontanellato da Alessandro Sanvitale per decorarvi il teatro, vi lavorò dal 1681 al '90 circa; ma fu praticamente pittore dei Sanvitale sin oltre il primo decennio del secolo successivo e per loro, oltre alle sue abituali rassegne di pesci e carni sanguinanti, dipinse ritratti e decorò la sala di ricevimento con un elegantissimo fregio di vasi traboccanti di fiori con ai lati bianchi grifi alati e paesaggi a sanguigna, cornici barocche a volute e conchiglie, rivelando, nel soggetto e nella resa, una eccezionale finezza.
La serie più bella di quadri di genere sono sei ovati dipinti per i Meli Lupi a Soragna tra il 1700 e il 1701, ove alle nature morte, per lo più pesci e crostacei disposti su piani orizzontali, con in fondo un paesaggio, sono interpolate figure di giovani. Del 1702 è l'Ecce Homo in S. Brigida a Piacenza, l'unica opera rimastaci di soggetto sacro, ma che non è un unicum, in quanto si sa dagli antichi inventari di altre opere religiose ora perdute.
Nel 1704 tornò a Fontanellato, ove interpretò liberamente in dodici tele (Parma, Galleria Nazionale) la favola di Diana e Atteone affrescata dal Parmigianino in una saletta della Rocca: il modello non è che un pretesto e Boselli si rivela ricco di colore e originale nel modellato dei panneggi. Dello stesso stile sono quattro quadri dipinti per i Sanvitale dopo il 1710, ora nella Galleria Nazionale di Parma, con nature morte e figure interpolate. Certo dello stesso tempo sono altri dipinti, dalla Macelleria, con l'uomo che pesa la carne al piccolo cliente, della collez. Zauli Naldi a Faenza, alla Selvaggina della collez. Antonio Piacenza a Piacenza, a una Piccionaia della collezione Zacchia Rondinini di Bologna.
Tra le opere più tarde del B. conosciamo: due Nature morte, firmate e datate 1730 sul retro, nella Galleria Campori di Modena.
Boselli morì a Parma il 23 agosto 1732 .

Bibliografia Barocelli F. (a cura di)
La Pinacoteca Stuard di Parma. Dipinti e disegni antichi e moderni
Milano
Mazzotta
2000
p. 113

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Car.ma Sig.a Madre Barbara Stuardi nata Paralupi Parma

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