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ritratto di Giuseppe Verdi

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Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

Boifava Bernardino

1888/ 1953

scultura

bronzo/ fusione
cm
50(a)
basamento rettangolare in bronzo 12,5 x 13
secc. XIX/ XX (1874 – 1926)

n. 249

Il bronzetto a tutto tondo raffigura Giuseppe Verdi in tarda età, in piedi a figura intera, con soprabito a doppiopetto, papillon, bastone da passeggio nella mano destra, copricapo a falde. La figura si regge su di una lastra rettangolare in bronzo nel cui spessore, sulla faccia frontale, è inciso il nome del compositore. La statua è posizionata su di un piastrino in legno laccato di bianco.

Come testimoniato dalle lettere e dalla dedica autografa conservata sul fotoritratto di Verdi nella stessa sala (INVN 191), tra Masini e il grande compositore esisteva certamente un rapporto significativo. Inzaghi ripercorre la relazione artistica tra i due a partire dal 1874, quando Verdi assistette all’esecuzione di “Aida” al Teatro Pagliaro di Firenze, con Masini nel ruolo del protagonista, rimanendone piuttosto soddisfatto. Decise quindi di scritturarlo per la tournée europea della sua “Messa da Requiem”, accanto ai nomi della Stolz, della Waldmann e di Medini. La Messa riscosse un enorme successo a Parigi, Londra, Vienna, Venezia e Firenze, e fu in gran parte delle piazze diretta dal compositore stesso. A proposito di Masini Verdi scrisse: “La Messa va proprio bene in tutto e per tutto, (…) da quest’anno abbiamo un tenore che ha una voce deliziosa e giusta. Oh, se fosse un artista!”, lasciando quindi intendere un sicuro apprezzamento delle doti vocali e qualche riserva sulla finezza artistica dell’interprete. Nel 1876 volle nuovamente Masini in “Aida” al Théâtre Italien di Parigi, dove l’opera ottenne un successo trionfale. Verdi fu molto contento di Masini, tanto che acconsentì che bissasse ogni sera la sua aria. Fu proprio il successo di questa “Aida” ad aprire al Masini le porte dei teatri di San Pietroburgo, le cui scene calcherà da protagonista assoluto fino al 1905. Ma il rapporto con il grande compositore non si esaurì. A lui Verdi pensò per il ruolo protagonista nell’“Otello”, salvo poi consigliargli schiettamente di seguire i propri interessi in Russia poiché la gestazione compositiva dell’opera si stava facendo lunga, complessa e imprevedibile. Allo stesso modo il nome di Masini comparve tra i possibili primi interpreti del ruolo di Fenton nel “Falstaff”, scartato poi per timore di qualche “malumore” quando si sarebbe accorto che “le parti di Falstaff, Alice, Quickly e Ford sono molto più importanti della sua.”

Bibliografia Inzaghi L.
Il tenore Angelo Masini (1844-1926)
Rimini
Raffaelli
2002

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo maiuscolo//minuscolo
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: Giuseppe Verdi

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