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fermacarte

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Via Piero Maroncelli, 3 (c/o Palazzo del Mutilato) – Forlì (FC)

produzione italiana (?)

fermacarte

bronzo (?)
mm
150(a) 95(la) 175(p)
sec. XX (1918 – 1950)

Fermacarte in metallo (bronzo?), cavo all'interno, rappresentante un carro armato, la cui figura finisce per fondersi con quella di un cavallo con in groppa un cavaliere all'assalto, completo di armatura e lancia in resta. Nella parte bassa, fra i cingoli del carro armato, sono visibili, a rilievo, una cornetta (tradizionale fregio dei cavalleggeri) e uno scudo bipartito, con banda superiore liscia e fasce orizzontali nella parte inferiore.

L'impiego in Italia del carro armato inizia con la fine della Grande Guerra: il 1° settembre 1918 nasce infatti a Verona il “Reparto Speciale di marcia carri d’assalto”, una nuova Specialità posta inizialmente all’interno della Fanteria, che prevedeva l'utilizzo del rivoluzionario mezzo da combattimento. La Specialità si espanse rapidamente e nel corso del secondo conflitto mondiale furono formate sette divisioni corazzate nelle quali vennero inseriti i nove reggimenti di fanteria carrista fino a quel momento creati: tuttavia numerosi furono i battaglioni autonomi equipaggiati con carri leggeri e medi, che operarono inseriti nelle grandi unità celeri e motorizzate, di cui facevano parte anche reggimenti di cavalleria.
Il fermacarte in esame, riportando in basso il fregio dei cavalleggeri e fondendo in un unico oggetto la figura del carro armato e quella del cavaliere, fa riferimento probabilmente a un reggimento di Cavalleria carrista operante durante la seconda guerra mondiale all'interno di una Divisione Celere.

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