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Not in my back yard

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Via di Roma, 13 – Ravenna (RA)

Ruffo Pietro

1978/

composizione

carta/ collage/ vernice
cm.
43,5(a) 63,5(la)
sec. XXI (2009 – 2009)

n. 0298

L'opera fu acquisita nel 2009 in occasione della seconda mostra del ciclo "Critica in Arte" dedicata a Pietro Ruffo, a cura di Laura Barreca.
Nellle sue opere l'artista spiega il modo in cui le azioni di guerra sono direttamente legate all'istintività animale nella natura e alle implicazioni che questi comportamenti determinano nei rapporti tra i popoli. I temi relativi ai divesi territori teatro di guerre sono centrali nella ricerca di Pietro Ruffo, poiché l'indagine storico-politica si intreccia ai temi legati al territorio, alla difesa delle identità, dei confini naturali e di quelli imposti artificialmente dall'uomo.
Sulla superficie della grande bandiera Not in my Backyard, esposta in mostra, tra gli scarabei ritagliati, si intravedono le parole dei trattati tra Stati Uniti e i Paesi dell'America Latina, scritture mai ufficialmente rispettate, inscatolate in una griglia che solo a distanza disegna la forma della bandiera americana.

Nato a Roma nel 1978. Laureato in architettura, vive e lavora a Roma nell’ex Pastificio Cerere, famoso insediamento industriale di inizio 900 restaurato negli anni 70 da un gruppo di artisti che lo hanno trasformato in un importante laboratorio d’arte e iniziative culturali. A partire dalla modalità fisica del disegno e passando per le installazioni e i video, Ruffo si serve liberamente di numerose tecniche espressive come strumenti d’indagine che gli consentono di scansionare e sintetizzare la realtà trasformandola in una visione del mondo carica di suggestioni. Al di fuori del suo atelier, realizza inoltre numerosi lavori site-specific in Italia e all’estero utilizzando mappature territoriali e documenti come base di studio e analisi sociale dei luoghi da rappresentare. Le sue opere non offrono una sintesi personale, bensì una visione aperta delle varie tappe del processo di ricerca. In quest’ambito partecipa a workshop sia con i bambini reduci dall’attentato del 2004 nella scuola numero 1 a Beslan che con i bambini di Sarajevo, ed elabora una proposta per un Memoriale delle vittime del World Trade Center a Ground Zero e un progetto per i pazienti dell’ospedale psichiatrico di Colmar in Francia. Dalla fine degli anni 90 a oggi Ruffo tiene numerose mostre personali e partecipa a importanti esposizioni collettive e workshop sia in Italia che all’estero vincendo il Premio Cairo nel 2009 e il Premio New York nel 2010, e aggiudicandosi sempre nel 2010 una borsa di ricerca presso la Columbia University di New York.

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