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TG Cimitero Piratello 1 - Imola BO
TG Cimitero Piratello 1 – Imola BO
TG Cimitero Piratello 2 - Imola BO
TG Cimitero Piratello 2 – Imola BO
Foto di Andrea Bassani
Foto di Andrea Bassani
TG Cimitero Piratello 3 - Imola BO
TG Cimitero Piratello 3 – Imola BO
IMOLA Piratello aprile 09 044
IMOLA Piratello aprile 09 044

Imola

Aree verdi del Cimitero del Piratello

TG Cimitero Piratello 1 - Imola BO
TG Cimitero Piratello 1 – Imola BO
TG Cimitero Piratello 2 - Imola BO
TG Cimitero Piratello 2 – Imola BO
Foto di Andrea Bassani
Foto di Andrea Bassani
TG Cimitero Piratello 3 - Imola BO
TG Cimitero Piratello 3 – Imola BO
IMOLA Piratello aprile 09 044
IMOLA Piratello aprile 09 044
Via Emilia Ponente 24/a – Imola (BO)

Tel: 0542 40006

Il cimitero è parte del complesso religioso risalente alla fine del ’400, che comprende il santuario della Beata Vergine del Piratello, per la quale gli Imolesi hanno da secoli una particolare devozione, e il convento francescano. La parte ottocentesca del cimitero, racchiusa da alte mura perimetrali, possiede un patrimonio arboreo di circa 500 esemplari, con piante di notevoli dimensioni nei filari e tra le cappelle tombali (in prevalenza cipressi, ma anche cedri, magnolie e arbusti ornamentali). Oltre al notevole interesse di chiesa e monastero, nel cimitero si segnalano il Gran Campo, definito da un quadriportico che ospita diverse belle tombe gentilizie, e il Campo Monumentale, in cui risalta il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale; anche l’antico chiostro monastico, adibito alla sepoltura delle famiglie aristocratiche imolesi, ha un particolare fascino, con tombe ricche di pregevoli arredi scultorei.

Il cimitero ha nel suo insieme un fascino particolare, per la presenza dell’antico complesso religioso affacciato sulla via Emilia e dalla bella cornice verde che integra in modo armonioso la parte conventuale con i settori cimiteriali racchiusi da alti muri di cinta, oltre i quali il paesaggio si apre sulle prime colline imolesi. Un dislivello connesso da gradinate in pietra divide il cimitero in due parti. Quella ribassata comprende Gran Campo e Campo Nord Ovest, entrambi definiti da un preciso schema geometrico, con riquadri di prato bordati da lunghe siepi formali di lauroceraso in cui spiccano alti cipressi e maestosi cedri. La parte sovrastante, con Campo Alto e Campo Monumentale, accoglie cappelle di famiglia di pregevole fattura architettonica disposte anch’esse secondo un composto ordine geometrico. Le quinte di cipressi che si susseguono a lato dei vialetti in ghiaia disegnano lunghi traguardi visivi e moltiplicano le loro ombre tra le cappelle, le pietre sepolcrali, le innumerevoli statue e gli altri arredi funerari. Le verdi radure prative, punteggiate di croci e cippi, le rettilinee e geometriche siepi di bosso e lauro e i maestosi esemplari di cedro e cipresso compongono un patrimonio verde di particolare ricchezza e armonia. Al cimitero si accede attraverso l’ingresso principale sulla via Emilia, situato a est del complesso religioso e preceduto da una larga aiuola in cui spicca un imponente esemplare di cedro del Libano a portamento policormico. Una seconda entrata, sul lato occidentale della chiesa, conduce all’ex chiostro conventuale, primo nucleo del cimitero, che nel quadriportico ospita le tombe delle famiglie gentilizie; al centro del cortile risalta un magnifico esemplare di magnolia, accompagnato ai quattro angoli da alberelli di lagerstroemia (uno degli esemplari è di discrete dimensioni).

Il complesso religioso del Piratello, eretto nel 1491 nel luogo di un pilastrino, reca un’immagine della Madonna col bambino, accanto a un alberello di pero (piradel, nel dialetto locale). Viene anche ricordata la miracolosa apparizione, avvenuta nel 1483, della Madonna a un pellegrino cremonese diretto al santuario di Loreto, con la richiesta di un riparo stabile per l’immagine sacra sul pilastrino. La chiesa e il convento, edificati anche grazie alla munificenza di Caterina Sforza e poi di Cesare Borgia, furono affidati ai terziari regolari di San Francesco e divennero da subito luogo di pellegrinaggio (allontanati alla fine del ’700, con la soppressione degli ordini religiosi, i francescani sono tornati nel convento solo nel 1943). Nel 1817 il Comune di Imola deliberò di collocare il camposanto cittadino nei terreni accanto al santuario: i lavori, diretti da Giuseppe Magistretti, terminarono nel 1821. I lavori comportarono la costruzione di un alto muro di cinta per delimitare l’area cimiteriale, l’apertura dell’ingresso principale su via Montecatone, l’adeguamento del chiostro conventuale per accogliere le tombe di famiglia dell’aristocrazia cittadina e l’avvio delle sepolture nei terreni retrostanti al monastero (che presero il nome di Gran Campo) e nel cortile a lato del chiostro (Pia Unione dei Poveri). Al 1821 risale anche l’impianto di un primo consistente numero di cipressi nei viali interni, negli anni successivi completato con l’inserimento di siepi di bosso, filadelfo, ibisco e lauroceraso a contorno dei campi cimiteriali. La custodia del cimitero e del santuario furono affidate ai frati osservanti e, a partire dal 1845, a una commissione di ecclesiastici e laici nominata dal vescovo di Imola Giovanni Maria Mastai Ferretti (il futuro papa Pio IX), che amava ritirarsi spesso al Piratello. Tra il 1865 e il 1870 furono apportate varie modifiche architettoniche, fu avviata la costruzione di un porticato nel Gran Campo per ospitare i sepolcri delle famiglie gentilizie, e di colombari nel cortile della Pia Unione dei Poveri, e venne realizzato un nuovo ingresso principale del cimitero affacciato sulla via Emilia. A questo periodo risalgono numerosi impianti di cipressi, cedri e altri esemplari, molti dei quali tuttora esistenti. Pochi decenni dopo, nel 1892, il porticato del Gran Campo venne completato, suddividendo l’area negli odierni Gran Campo e Campo Nord Ovest. Nel 1916 venne aperto, alle spalle del Campo Nord Ovest, il Campo Monumentale, per accogliere le cappelle di numerose famiglie imolesi e, nel 1925, venne inaugurato il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Al 1944 risale, invece, la realizzazione del Campo Alto nell’area retrostante il Gran Campo, che comportò la parziale deviazione di via Montecatone, asse storico di collegamento tra la via Emilia e l’adiacente collina, che nel 1978, in occasione di un nuovo ampliamento del cimitero, è stata definitivamente deviata sulla via Emilia a ovest del camposanto (il tracciato originario sboccava a est).

Esemplari di rilievo Oltre al notevole valore paesaggistico e ambientale dell’insieme delle alberature presenti, il cimitero ospita alcuni esemplari arborei degni di nota che, per quanto non plurisecolari, sono particolarmente apprezzabili per la maestosità e integrità. Grazie alla documentazione sulle vicende storiche del complesso cimiteriale, inoltre, di molti alberi si conosce con precisione l’epoca di impianto. Al centro dell’ex chiostro del complesso monastico spicca un’imponente magnolia (diametro 110 cm), piantata nel 1870, la cui chioma ancora vigorosa, al momento della fioritura primaverile, inonda il quadriportico del fragrante profumo dei suoi fiori.

Esemplari di rilievo In adiacenza al chiostro si trova il cortile della Pia Unione dei Poveri, circoscritto da alte mura che accolgono i loculi: al centro del cortile risalta un cedro del Libano a portamento policormico messo a dimora nel 1869; l’esemplare presenta diversi fusti (quello principale ha un diametro di 140 cm) e lo sviluppo della chioma è tale da occupare l’intero spazio del cortile.

Esemplari di rilievo Una coppia di cedri dell’Atlante (il primo con un diametro di 143 cm e il secondo con un diametro di poco inferiore), spicca per la maestosità delle chiome che svettano, con la caratteristica forma conica, alle spalle dell’ex chiostro monastico; i due esemplari segnano l’avvio del viale che conduce dal Campo Nord Ovest alla bella scalinata antistante il monumento dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

Esemplari di rilievo Distribuiti nei settori più antichi del cimitero, inoltre, si incontrano numerosi cipressi di aspetto imponente, con chiome rigogliose e integre e diametro dei tronchi superiore al metro.

Esemplari di rilievo Nel prato antistante l’ingresso principale del cimitero, infine, spicca un cedro del Libano a portamento policormico, con tre fusti principali (il maggiore con un diametro di 115 cm; due dei fusti, curiosamente, entrano in contatto tra loro in più punti dando vita a brevi rami secondari che formano delle sorta di “ponti” (il fenomeno, che prende il nome di anastomosi, è dovuto al collegamento dei tessuti interni ed esterni della pianta e in natura è piuttosto comune a livello degli apparati radicali delle piante, molto meno nelle parti aeree).

Edifici e manufatti
Tipo: chiesa
Particolarità: La chiesa del Piratello, opera dei maestri comacini Domenico e Zilio della Lobia di Lugano, conserva ancora nell’altare maggiore, sormontato da un elegante tabernacolo, l’immagine della Madonna col bambino su pietra trasferita alla fine del ’400 dal pilastrino in cui si trovava in origine. L’edificio, a pianta rettangolare e suddiviso in tre campate, presenta due ingressi, uno a est e l’altro a ovest; il campanile è dell’inizio del ’500, con monofore e bifore. La chiesa è stata più volte interessate da rimaneggiamenti e restauri, tra i quali spiccano i lavori eseguiti nel 1883, in occasione del quarto centenario del manifestarsi della Madonna, testimoniati dalle belle decorazioni di Alessandro Guardassoni, Luigi Busi e Luigi Samoggia.
Tipo: monumento
Particolarità: Il cimitero monumentale è ricco di pregevoli strutture architettoniche e sculture in marmo. Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale raffigurante la Vittoria, posto sopra la cripta funeraria, è dell’artista locale Cleto Tomba.
Tipo: monumento
Particolarità: Tra i personaggi illustri sepolti nel cimitero è da segnalare Andrea Costa, apostolo del socialismo, con la bella epigrafe che il poeta Giovanni Pascoli gli ha dedicato (nel lato sud-orientale del cimitero).
Tipo: museo
Particolarità: Nel Museo di Arte Sacra sono conservate due splendide vetrate policrome quattrocentesche, eseguite probabilmente su disegno di Guiduccio da Imola. Particolarmente interessanti sono i dipinti raffiguranti i quattro evangelisti, attribuiti alla scuola del Guercino, e alcuni antichi manoscritti. Tra gli oggetti di maggior pregio, inoltre, si segnalano una preziosa raccolta di ex-voto, una ricca collezione di calchi in gesso dell’immagine della Madonna del Piratello e alcune antiche vesti liturgiche. Ogni anno, nella settimana delle Rogazioni che precede l’Ascensione, l’immagine sacra della Madonna del Piratello viene portata in processione alla cattedrale di Imola (una tradizione iniziata nel 1617).

Dove si trova

Via Emilia Ponente 24/a

Imola (BO)

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