Cerca nel catalogo PatER

location_on

Ricerca avanzata

4777
4777

Atmosfere di Capri (Le case)

4777
4777
Corso Porta Mare, 9 – Ferrara (FE)

Korompay Giovanni

1904/ 1988

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
59.5(a) 74.5(la)
Misure con doppia cornice: 72.5 x 87.5 cm
sec. XX (1933 – 1933)

n. 4777

In seguito alla conoscenza di Filippo Tommaso Marinetti, Korompay prende le distanze dal percorso accademico svolto a Venezia sotto la guida di Ettore Tito e si avvicina, già nel 1922, al movimento futurista instaurando rapporti con Prampolini e Depero. Dipinge in quello stesso anno la prima opera futurista "Rumore di locomotiva in corsa" (proprietà degli eredi) che esprime la potente accelerazione della “macchina”.
Si trasferisce prima a Ferrara e poi a Bologna, divenendo collaboratore del “Resto del Carlino”; tra gli anni Venti e Trenta la produzione artistica è fortemente caratterizzata dalle possibilità espressive offerte dai mezzi dell’aviazione. In altre parole Korampay si dedica alle aereopitture: oltre ai collages, incisioni, assemblaggi, mobili, sculture in legno e bronzo in stile cubo – futurista, realizza “Aereopittura”, esposta alla Biennale veneziana del 1936 (collezione M. Wolfson jr., presso la Fondazione Cristoforo Colombo di Genova) e “Aereopittura: fantasia di motori” (Roma, collezione privata). Quest'ultime opere si ispirano al manifesto sottoscritto nel 1929 da Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Marinetti, Prampolini, Somenzi e Tato ” (“Futurismo. Manifesto della Aeropittura” in “Vecchio e Nuovo”, 9 (febbraio – marzo 1931), pp. 43-45), ma con esiti figurativi diversi, maggiormente orientati alla “rarefazione dei referenti oggettivi relativamente ai quali si è parlato di dinamismo contemplativo” (L. Lorenzoni, Korompay, Giovanni, in “Pittura in Italia/1” II, pp. 926-927).
L’arte di Korompay diventa sempre più personale, incline ad una progressiva purezza della forma: “Verticalismi veneziani” (1934-35) e “Atmosfere di Capri” delle gallerie civiche di Ferrara (P. Peron 2004, p. 764), presentano una sintesi geometrica oramai “astratta”, costruita da partiture cromatiche luminose.
Nel 1936 sposa Magda Falchetto e poco dopo si trasferisce a Ferrara, dove incomincia l’attività per il “Corriere padano”. Partecipa con Tato e Magri, aereopittori, alla mostra futurista organizzata nel 1940 a Ferrara da Marinetti; nel 1941, sempre nella città estense, espone alla mostra del gruppo futurista di Savarè (con la moglie Magda, G. Sgarbi e G. Gandini).
Dagli anni Cinquanta la sua produzione artistica è caratterizzata da un maggiore linearismo ortogonale e da campiture leggere e luminose che attestano l’influenza del Bauhaus e del movimento De Stijl.
L'opera, intitolata anche "Le case", è inserita nella Delibera di Giunta Municipale n. 12703 del 29 ottobre 1959 di "Acquisto di opere d'arte figurativa per arricchire la Galleria comunale d'arte moderna e per l'arredamento di uffici comunali". L'opera inoltre compare nello "Stato Patrimoniale – Mobili" del Comune di Ferrara, categoria F, inv. n. 44 del 6 aprile 1965 (n. 275).

Bibliografia Solmi F.
Giovanni Korompay
Bologna
Grafis Edizioni
1979
pp. 7-9

Bibliografia Peron P.
Korompay, Giovanni
Dizionario Biografico degli italiani
Roma
Treccani
2004
pp. 763-765

Altre informazioni

Trascrizione: G. Korompay

Altre opere in Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea: Museo Filippo de Pisis (481)
Altre opere di Korompay Giovanni (8)
Altre opere simili del sec. XX (7487)
PatER