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5764
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Natura morta con figura

5764
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Corso Porta Mare, 9 – Ferrara (FE)

Severini Gino

1883/ 1966

stampa

carta/ litografia
mm
295(a) 232(la)
Misure del foglio 498 x 368 mm; misure del pass-partout 50 x 70 mm
sec. XX (1965 – 1965)

n. 5764

Una volta trasferito a Parigi nel 1906, Gino Severini entra in contatto con i maggiori esponenti delle avanguardie artistiche da Braque e Picasso a Modigliani, Juan Gris, i poeti Max Jacob, Guillaume Apollinaire e Paul Fort, di cui sposerà la figlia, e altri. L’anno 1910 sottoscrive il Manifesto tecnico della pittura futurista con Balla, Boccioni, Carlo Carrà e Luigi Russolo, ma preferendo il movimento dei danzatori a quello delle macchine si dedica ad una figurazione ispirata al cubismo sintetico. Le presenti litografie, realizzate solo un anno prima della morte, testimoniano lo stretto rapporto che lega Severini ai sistemi rappresentativi di quest'ultima avanguardia. Significativo a tale proposito è il saggio “Du cubisme au classicisme. Esthétique du compas et du nombre”, pubblicato a Parigi nel 1921 presso J. Povolozky & C.ie, e che si può applicare alle caratteristiche compositive delle “nature morte” entrate a far parte delle Gallerie di Ferrara. Il testo è una disquisizione teorica sul fondamentale rapporto tra arte e scienza, “L’Art ce n’est que la Science humanisée” (p. 16), e il punto di incontro tra “figura” e “l’estetica del numero” risiede nelle regole della sezione aurea come dimostra l’arte classica, quella di Piero della Francesca, di Leonardo, di Cezanne ecc. Ancora Severini: “je crois sincèrament que le cubisme, tout en constituant la seule tendance intéressante au point de vue de la discipline et de la méthode, et tout en étant, de ce fait, à la base du nouveau classicisme qui se prépare […] pour le peintre, comme pour tous les arts de construction, le problème se pose de la même façon; pour le peintre le nombre devient une grandeur ou un ton de la couleur, alors que pour le musicien il est une note, ou un ton du son […] De ces considérations générales je conclus: L’œuvre d’art doit être ‘Eurythmique’; c’est-à-dire que chacun de ses elements doit être relié au tout par un rapport constant satisfaisant à certaines lois” (pp. 20-21, 23).
Le composizioni risalenti al 1965 mostrano il perdurare di questi principi nella sua arte, sicuramente in forme più sintetiche rispetto a quelle elaborate a partire dagli anni Venti.
Esemplare acquistato dalla Galleria d'Arte "Il Bisonte" di Firenze, tramite delibera n. 43125 del 27/12/1967 (cfr. Archivio GAM).
La galleria "Il Bisonte" venne fondata da Maria Luigia Guaita nel 1959 con il preciso intento, dopo la rimessa in funzione degli antichi torchi a mano, di editare le opere a stampa di autori significativi del panorama contemporaneo. Specializzata nella grafica d’arte, la galleria annovera nei suoi cataloghi i maggiori artisti italiani tra cui Severini, Soffici, Carrà, Magnelli, Maccari e figure emergenti quali Carmassi, Cremonini, Vespignani, Guttuso, Mattioli, Greco, Annigoni, Clerici, Pomodoro, Saetti. E' stata eseguita sui torchi de Il Bisonte l'unica litografia stampata in Italia da Pablo Picasso.

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: 73/85
Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: Gino Severini

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