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5773
5773

Stendardo bianco e verde con quadrati dorati

5773
5773
Corso Porta Mare, 9 – Ferrara (FE)

stendardo

tela/ inchiostro
cm
100(a) 70(la)
sec. XX (1972 – 1972)

n. 5773

Remo Bianchi (in arte Remo Bianco) nasce a Dergano, nella periferia milanese il 3 giugno 1922. Nel 1937 si iscrive ai corsi serali di disegno all’Accademia di Brera. Qui, nel 1939,è notato da Filippo De Pisis, che diverrà il suo maestro. Durante la seconda guerra mondiale è arruolato nel 1941 e, in seguito all’affondamento del cacciatorpediniere su cui opera, è salvato dagli inglesi e internato a Tunisi. Di nuovo a Milano nel 1944 riprende la scuola di disegno e i contatti con De Pisis. Negli anni '50 si vanno sempre più qualificando le opere a rilievo cui l’artista ha iniziato a lavorare negli anni Quaranta e che ora si complicano, con l’uso di materiali diversi, fino a collocarsi in una posizione di confine tra quadri e sculture. Sostenuto da un collezionista nel 1955 va a New York (ma visita anche Chicago e la Florida) e ha incontri fondamentali con le opere di Burri, Marca-Relli, Kline e Pollock. Tornato a Milano riprende le sue Impronte e dopo aver sperimentato il Collage inaugura il ciclo dei Tableaux dorés su cui interviene con foglia d’oro. Inizia poi a sperimentare un gel particolare, il Sephadex, che userà a lungo. Studia anche delle sculture immateriali, delle sculture odorifere, delle sculture mosse dal vento o dai passi degli spettatori, e realizza le Sculture Instabili (1960), incentrate sul tema del movimento. Dai “dipinti dorati” la foglia d’oro si espande andando a sovrapporsi, per frammenti quadrati, a foto tratte da giornali o riviste e a riproduzioni di opere. Dal 1970 ecco l’Arte elementare poi il ciclo della Gioia di Vivere, che si alterna a installazioni e a performance. A Parigi nel 1974, si “appropria” del Café “La coupole” dove va ad applicare qua e là sui manifesti delle mostre parigine le sue foglie d’oro. A Parigi la sua fama si consolida grazie ai contatti di Pierre Restany e alle esposizioni presentate dalla Galerie Lara Vincy. Una mostra retrospettiva è proposta nel 1977 a Roma e più tardi, nel 1983, al Museo delle Albere di Trento è raccolta una antologia della sua produzione. Muore a Milano nel 1988.

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: 6/15
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: Bianco 72

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