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787_Fini
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La mémoire infidèle

787_Fini
787_Fini
Corso Porta Mare, 9 – Ferrara (FE)

Fini Leonor

1908/ 1996

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
73(a) 100(la)
sec. XX (1979 – 1979)

n. 0787

La formazione di Leonor Fini fu condizionata dal colto ambiente mitteleuropeo di Trieste, frequentato da James Joyce, almeno prima degli anni Venti, Italo Svevo e Umberto Saba. Il trasferimento a Milano, all'inizio del 1929, significò per Fini la possibilità di entrare nella cerchia di artisti più “in auge” in Italia e di avvicinare importanti galleristi come Emanuele Barbaroux: già nel marzo di quell'anno espose alla II Mostra del Novecento Italiano, dove fu notata anche da Giorgio de Chirico e da Savinio. Conobbe subito Mario Sironi e strinse un importante sodalizio con Achille Funi che le fece scoprire l'arte classica, la pittura murale e il Quattrocento.
Passata l'esperienza della corrente Novecento, si ambientò perfettamente nella capitale francese, grazie anche ad alcuni “Italiens de Paris”, soprattutto Filippo De Pisis, e la sua pittura si avvicinò al dirompente linguaggio di Picasso. L'incrocio con i surrealisti e Dalì, nel 1933, fu comunque “fatale” per la sua cifra stilistica. Dopo importanti esposizioni organizzate da Paul Eluard presso la galleria “Les Quatre Chemins”, l'opera di Leonor Fini trovò il suggello al Moma durante il memorabile viaggio in America del 1936.
La tecnica si affina e la sua arte si arricchisce di “immagini” sorprendenti per qualità visionaria e cultura iconografica; la tavolozza si addensa in toni cupi, minerali e rugginosi o, arrivando agli anni Sessanta, s’illumina di fronte ai paesaggi della Corsica e alle novità della Pop Art ma preservando sempre la poetica originale.
Negli anni Settanta le sue eleganti e levigate raffigurazioni sono fondate sul ricordo e, come in quest'opera, sulla presenza di ambigui spettatori. Sono atmosfere oniriche dove “l'espressione dell'io costituisce il vero 'soggetto' dell'opera di Leonor Fini, che proietta sulla tela il suo mondo interiore senza passare attraverso il pretesto di un mondo esterno da 'rendere' o da verificare" (Dedieu in Leonor Fini, p. 6).
L'opera è stata donata dall'artista dopo l’ampia e importante rassegna a lei dedicata nel 1983 dalle Gallerie ferraresi: la delibera di Giunta Municipale del 30 dicembre 1986 ha formalizzato il passaggio alle gallerie civiche (copia in Archivio GAMC).

Bibliografia Leonor Fin
Casalecchio di Reno
Grafis Edizioni
1983
p. 41, n. 29

Bibliografia Masau Dan M./ Strukelj V.
Leonor Fini
Arte Dossier
Firenze-Milano
Giunti Editore
2010
pp. 5-31

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a mano
Trascrizione: Leonor Fini / La memoire infidele 100 x 73 1979

Altre opere in Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea: Museo Filippo de Pisis (481)
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