
1700/ 1772
dipinto
n. 5348
Il Cristo – il corpo vestito di un candido perizoma – è raffigurato al centro della scena, pallido nell'incarnato, legato a una colonna e accasciato sulla sinistra. Dietro di lui un soldato lo percuote con un fascio di rami. Un flagello è abbandonato al suolo, dinnanzi a Cristo. Altri personaggi assistono alla scena. Sulla sinistra, un giovane è inginocchiato a terra e si appoggia, dolente, a un vaso. Sullo sfondo, dietro la figura dello sgherro, si intravvedono le teste di tre personaggi con il capo coperto da turbanti. Sullo sfondo, a destra, si apre uno squarcio su di un paesaggio collinare.
La piccola tela dei Servi è evidente derivazione, con piccole varianti, del dipinto con scena di “Flagellazione” conservata presso la chiesa di Santa Maria del Fiore a Forlì, attribuita al pittore Pietro Michieli (o Micheli) di Torrita (Siena). Per le dimensioni ridotte e per la forma ovaleggiante dei dipinti dedicati al ciclo dei “Misteri del Rosario” commissionatogli dall’omonima Confraternita nel 1735, il Fanzaresi ha dovuto ricorrere a una semplificazione della scena rispetto alla composizione originale, di maggiori dimensioni e per certo più complessa e affollata. Pertanto, nella tela forlimpopolese sono state intenzionalmente tralasciate le figure di due soldati presenti, invece, in quella forlivese: quello in primo piano, raffigurato di spalle nell’atto di colpire con il flagello il corpo di Cristo, e quello a destra, seduto e appoggiato alla lancia, mentre assiste al martirio. Di conseguenza, risulta di gran lunga semplificato anche quell’impianto articolato su linee diagonali ideato e realizzato nella “Flagellazione” dal Michieli: nella tela forlivese le traiettorie oblique costituite dai corpi e dai gesti dei due aguzzini convergono e focalizzano l’attenzione sul corpo di Cristo, dall’incarnato quasi luminescente. Effetto che, per contro, il Fanzaresi ottiene liberando la composizione da alcuni personaggi (il soldato di spalle viene ‘evocato’ mediante l’espediente della rappresentazione del flagello abbandonato a terra) e isolando fisicamente la figura di Gesù che risalta, in tutta la sua fisicità, al centro della scena. In ultimo, la fattura bozzettistica che connota il piccolo ovale dei Servi parrebbe una scelta consapevolmente attuata dall’artista che ben aveva ponderato la distanza da cui questo dipinto, come tutti gli altri della medesima serie, sarebbe stato visto – e ammirato – dai fedeli.
Bibliografia
Gori M.
Antonio Fanzaresi (1700-1772), pittore forlivese
Forlimpopoli documenti e studi
1992
pp. 59-86
pp. 59-86
Bibliografia
Aldini T.
La Chiesa e il Convento dei Servi in Forlimpopoli
Forlimpopoli
Nuova Tipografia
1993
pp. 84-89
Bibliografia
Gori M.
Aggiunte al catalogo delle opere di Antonio Fanzaresi (1700-1772)
Forlimpopoli documenti e studi
2000
pp. 119-143
pp. 119-143
Bibliografia
Viroli G.
Pittura del Seicento e del Settecento a Forlì
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1996
pp. 162-164
Bibliografia
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Pittura del Seicento e del Settecento a Forlì
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1996
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