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lettore Pietro Ancarano raffigurato giacente con un volume sotto le mani e due che emergono ai lati dei piedi

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Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

ambito bolognese

lapide tombale

pietra calcarea
cm
100(la) 202(lu)
sec. XV (1416 – 1416)

n. 1657

La lastra si presenta con la raffigurazione del gisant, il dottore disteso in abiti domenicani ma con la mantellina di vernio, che in questo caso ha le mani incrociate che stringono un libro al petto. Come per le altre lastre terragne, il libro é simbolo della casta dottorale. Pietro d'Ancarano con gli occhi chiusi ha la testa che poggia sul cuscino mortuario riccamente decorato, orientata verso destra a previsione della futura resurrezione, ed é posto all'interno di una nicchia trilobata su colonne tortili. Ai suoi piedi sono rappresentati, in un rigido scorcio, quattro libri che poggiano sopra il basamento con l'iscrizione. Al di sopra dell'arco ritroviamo invece due bei fregi ad acanto che cingono lo stemma di famiglia sulla destra e sulla sinistra, mentre un giglio, il lambello guelfo, li divide al centro. (P. Cova 2007)

La figura di Pietro appare ben modellata in una posa frontale e con il volto leggermente inclinato verso destra. Questi elementi, uniti al panneggio della veste particolarmente complesso, alla resa volumetrica dei libri e alla naturalezza con cui il corpo di Pietro riposa all'interno dell'arco, rappresentano certamente degli elementi di novità nel panorama della scultura bolognese. Allo stesso tempo la resa antinaturalistica delle mani, la sbrigativa relizzazione dei calzari ed il cuscino decorato con uno stereotipato motivetto a rombi, ottenuto tramite un ripetitivo utilizzo del trapano, si qualificano come stilemi tipici della tradizione lapidea cittadina, inserendosi di diritto nel solco della maniera tardogotica della fine del Trecento, posteriore ai Dalle Masegne. (P. Cova 2007)

Bibliografia Breveglieri B.
Scrittura e immagine
Spoleto
1993
244-248, 51

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: CANONIS HIC SPECULUM. CIVILIS ET ANCHORA IURIS / HIC IACET. AETERNAS MENS TENET ALMA DOMOS / NOMEN ERAT PETRUS GENUIT FARNESIA PROLES / NUNC ANCHARANUM DAT SIBI IURI OPES / QUIS SUPERAVIT EUM VIRTUTE MICANTE QUIS ISTE / CONSILIIS HOMINUM CLARIOR ANTE FUIT PRO MERITIS NUNC ASTRA DEDIT SIBI IUPITER ALMUS GELIDO MEMBRA IACERE SOLO (Facci)

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: arme
Identificazione: stemma di Pietro d'Ancarano
Posizione: In alto a destra e sinistra sopra l'arco trilobato
Descrizione: I due stemmi di Pietro D'Ancarano furono cancellati in epoca rivoluzionaria. Sopra alla testa del lettore defunto é presente un giglio, il lambello guelfo. Prima della rasatura, gli stemmi risultavano decorati con sei gigli azzurri in campo d'oro, evidenziando l'appartenenza alla dinestia dei Farnese, come é anche dichiarato dall'epigrafe.

Altre opere in Musei Civici d'Arte Antica: Museo Civico Medievale (436)
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