Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

_0000423
_0000423

Filippo de Desideri come guerriero a mani giunte nell’atto di calpestare un drago

_0000423
_0000423
Via Manzoni, 4 – Bologna (BO)

lapide tombale

pietra calcarea
cm.
211(a) 103(la) 6/9,5(p)
sec. XIV (1315 – 1315)

n. 1642

La lastra tombale di Filippo de Desideri rappresenta il guerriero defunto con le mani giunte nell'atto di calpestare un drago, simbolo demoniaco e icona del peccato. E' ritratto con gli occhi piombati, nelle vesti tipiche di un cavaliere bolognese dell'inizio del Trecento: elmo all'italiana, guardaviso con soggolo, giubba a bambagione, maglia ferrata, manopole di maglia di ferro, sopravveste con losanghe con lo stemma dei Desideri, pantaloni a bambagione, due cinturoni con catene alle spalle, spadone a due mani, pugnale, gambali di cuoio cotto, scarpe ferrate a squama di pesce e speroni. (P. Cova 2007)

Sulla vita del cavaliere Filippo de' Desideri, morto secondo l'epigrafe l'11 luglio 1315, poco sappiamo. Ancora meno sappiamo della cultura artistica dell'autore, Arriguzzo Trevisano, che firmò la lastra nel 1315, anche perché allo stato degli studi risulta difficile elaborare un profilo della scultura trevigiana all'inizio del XIV secolo. Lo stesso discorso vale per certi versi anche per l'universo bolognese, se si eccettuano alcuni esempi nel primo quarto del Trecento, dove risulta però particolarmente difficile tracciare delle linee guide. Mantiene ancora una chiara validità l'interpretazione di Grandi che tendeva a "pensare la Padania del primo Trecento liberamente percorsa da lapicidi di varia formazione ed ibrida aggregazione, intrecciata e unitaria, specie negli esiti marginali o episodici, più di quanto suggeriscano le distinzioni regionali fino ad ora prevalenti." (Grandi 1982) Sottolineandone gli aspetti stilistici, orientati verso un realismo vibrante dal forte accento impressionistico, ricco di una forza vitalistica, ma caratterizzato da una condotta sommaria, schietta e da un modellato a tratti grossolano. Nonostante le condizioni lacunose della lastra, e la fissità sottile dello sguardo degli occhi piombati, possiamo solo immaginare l'acido naturalismo originario espresso nel severo volto di Filippo con le rigide gote incastrate nell'elmo all'italiana; é infatti logico che la complessità visiva del monumento, integrato dagli stemmi ,dagli speroni e dalle cromie, ridava un'immagine ben più credibile, di chiara marca analitica. (P. Cova 2007)

Bibliografia Introduzione Museo
Introduzione al Museo Civico Medievale, Palazzo Ghisilardi-Fava
Bologna
1987
pp. 41-42, n. 15

Bibliografia Grandi R.
I monumenti dei dottori e la scultura a Bologna (1267-1348)
Bologna
1982
pp. 128-129, n. 11

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: caratteri gotici
Tecnica di scrittura: a incisione
Trascrizione: HIC REQUIESCUNT / CINERES. NOBILIS. VIRI. DOMINI. PHYLIPPI / DE DESYDERIIS / OBIT. A(nno). D(omini). MCCCXV .V. IDUS. IULIAS Posteriore almeno di un secolo e mezzo all'esecuzione della lastra .TREVISANO / .ERRIGUCO / .F(ece). Caratteri originari, affini all'epigrafe di Egidio de Lobia, la cui lastra é stata attribuita da Grandi allo stesso scultore.

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: arme
Identificazione: Stemmi di Filippo Desideri
Posizione: Erano posti sopra le spalle a destra e sinistra del cavaliere.
Descrizione: I due stemmi di Filippo Desideri furono cancellati in epoca rivoluzionaria. Nei disegni dell'Oretti e del Gandolfi ritroviamo a destra uno scudo con il capo d'Angiò e le losanghe in banda (campo azzurro; ma Canetoli, lo dà tale solo per i Desideri "paesani", mentre rosso per i "cittadineschi"), mentre a sinistra l'elmo con cimiero debordante e piccolo scudo sottostante.

Altre opere in Musei Civici d'Arte Antica: Museo Civico Medievale (436)
Altre opere simili del sec. XIV (10)
PatER