
ambito bolognese
scultura
n. 1630
La croce in pietra rappresenta uno degli ultimi e più alti esempi delle cosidette croci stazionali che dall'epoca tardoantica fino al principio del XIV secolo con diverse funzioni di protezione, ex-voto, commemorazione, ecc., caratterizzavano il tessuto urbano ed extra-urbano di Bologna. In questo caso ci troviamo di fronte all'immagine del Christus Triumphas, sorretta da una colonna in marmo cipollino che ha per base un bel capitello capovolto ornato da motivi vegetali stilizzati.
Si noti […] la rigida frontalità e l'estrema fissità dello sguardo, gli occhi sono realizzati con singoli colpi di trapano, inoltre la svelta lavorazione del complesso barba-capelli, del panneggio e delle manone, esprimono quella sensibilità stilistica tradizionalista, di matrice romanica, tipica della scultura bolognese d'inizio Duecento. La croce mostra ancora la colonna originale con il capitello corinzio ad imposta capovolto, quasi certamente di reimpiego. La fattura "più corsiva e schematica rispetto agli esemplari bizantini diffusi in area adriatica dal VI secolo" (Stefano Tumidei 2000) ha suggerito una datazione posteriore fra XI e XII secolo in area lagunare (Paola Porta 1997). Ci ritroviamo in quel clima tipico dell'età contariniana, in cui gli scalpellini romanici gettano più di uno sguardo indietro, alla tradizione bizantina, assaporandone quell'aura di tarda classicità tradotta, che reimpiegano nella produzione contemporanea, probabilmente attratti dalla raffinatezza e sontuosità dei prototipi. (P. Cova 2007)
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