
notizie prima metà sec. XVIII
ambito forlivese
dipinto
n. 5359
Santa Giuliana è raffigurata stante, in posizione frontale, il capo leggermente reclinato verso destra. Il braccio destro è sollevato fino al petto a indicare l'ostia che brilla in corrispondenza del cuore. Il braccio sinistro è disteso e allungato lungo il corpo, la mano trattiene uno stelo con fiori di giglio. La Santa veste il tradizionale abito dell'Ordine delle Serve di Maria, caratterizzato dall'ampio mantello nero che scendeva dalla testa fino ai piedi, avvolgendo tutta la persona.
La tela con Santa Giuliana fa pendant con quella che raffigura il beato Gioacchino Piccolomini, posta sul lato destro della nicchia in cui è collocata la statua di Sant'Antonio Abate, titolare della chiesa dei Servi di Maria. I dipinti fanno parte di una composizione ornamentale che decora la parete absidale, costituita da una cornice intagliata e dorata con motivi di gigli marini; nella lunetta soprastante, interamente occupata da girali fitomorfi, è inserita, al centro, una piccola ancona decorata con due testine di cherubini e sorretta, ai lati, da due angioletti che racchiude l'immagine della "Madonna del Fuoco". Le due tele sistemate ai lati della nicchia, ne assecondano la forma. Stando alle notizie ricavate dalle "Memorie" del convento, esse furono qui allogate nel 1733 e sono ascritte al pittore forlivese Pietro Antonio Placucci. Il Placucci, sulla cui attività è tuttora in corso una ricerca, intervenne successivamente all'interno della chiesa dei Servi, nella realizzazione dei setti piccoli ovati dedicati ai "Misteri Dolorosi" eseguiti nel 1735 e collocati nell'ancona tardo-barocca intitolata alla Madonna Addolorata. La Santa qui raffigurata, apparteneva alla famiglia di uno dei sette fondatori dell'Ordine, Alessio dei Falconieri, ed era nata a Firenze intorno al 1270. Viene considerata e venerata come fondatrice del ramo femminile dell'Ordine religioso; visse dedicandosi interamente alla preghiera, alla penitenza e alle opere di carità. La tela forlimpopolese riproduce fedelmente l'iconografia di Santa Giuliana, vestita del mantello nero, con il giglio e l'ostia che brilla in corrispondenza del cuore. Il simbolo dell'ostia è connesso alla malattia di cui la Santa ebbe a soffrire negli ultimi anni della sua vita. Dopo avere richiesto invano il rito dell'Eucarestia, negatole a causa del vomito persistente, ottenne che le si recasse il Sacramento per poterlo, almeno, contemplare. Quando il sacerdote le posò sul petto 'il Corpo di Cristo', Giuliana "spirò soavissimamente e l'Ostia non la si trovò più in alcun luogo". La data convenzionale della morte è fissata il 19 giugno 1341. L'episodio viene tramandato in una "Legenda" contenuta nella "Paulina praedicabilis", incunabolo stampato a Siena nel 1494.
Bibliografia
Aldini T.
La Chiesa e il Convento dei Servi in Forlimpopoli
Forlimpopoli
Nuova Tipografia
1993
pp. 44 e 105