
notizie 1571-1602
dipinto
n. 5357
La scena è articolata su più registri sovrapposti e su più quinte prospettiche. Nel registro inferiore, in primo piano, si consuma il dramma della strage. La scena si concentra sull'azione dei tre uomini che, con spade e pugnali sguainati, infieriscono sui corpi dei piccoli innocenti. Le madri non possono che trattenere al petto, in atto di un'ultima estrema difesa, i figli straziati dai colpi delle armi. Alcuni corpi giacciano – oramai privi di vita – al suolo. Nel registro superiore, in secondo piano sulla destra, il re Erode seduto in trono e attorniato dai consiglieri, assiste all'eccidio. A sinistra, sullo sfondo, la scena si apre su di un esterno mediante l'espediente di una finestra aperta: vi è raffigurata la Sacra Famiglia in fuga verso l'Egitto.
La tela è inserita entro una pregevolissima cornice in legno intagliato, decorata 'a marmoridea' e parzialmente indorata. Fa pendant con il dipinto raffigurante "Il miracolo del Monte Amiata di San Filippo Benizi", allogato anch'esso nell'area presbiteriale della chiesa e sistemato entro un'analoga cornice in legno. L'attribuzione delle due tele a Livio Modigliani venne avanzata per primo da Antonio Corbara in occasione della campagna di catalogazione condotta nel 1958 per conto della Soprintendenza alle Gallerie di Bologna. L'ascrizione delle opere al catalogo del pittore forlivese venne successivamente confermata da Orlando Piraccini nella campagna di revisione e aggiornamento del catalogo attuata nei primi anni Settanta e quindi ribadita, con motivazioni di tipo stilistico, nel contributo dato alle stampe nel 1974 e dedicato alle pitture di Forlimpopoli. "Ci pare di potere sostenere l'ipotesi dello studioso (ossia Antonio Corbara) dopo adeguati raffronti con altre opere di Livio eseguite nella sua tarda età, quando già sporadicamente egli si avvaleva della collaborazione del figlio Giovan Francesco. Significativi mi sembrano in particolare le analogie delle tecniche e dei materiali usati oltreché degli effettivi modi stilistici tra questa 'Strage degli Innocenti' e la 'Annunciazione dei Servi' di Cesena dipinta dell'anno 1602 e firmata da entrambi i Modigliani. Cronologicamente riteniamo che le due opere di Forlimpopoli potrebbero essere collocate agli ultimi anni del '500, immediatamente prima del suddetto impegno assunto da Livio a Cesena" (Piraccini 1974). A tutt'oggi non si dispone di fonti documentali che possano comprovare e confermare l'ipotesi attributiva. Peraltro, essa è stata messa successivamente in discussione da Anna Colombi Ferretti che non avanza, per contro, assegnazioni delle tele ad altro artista (o ad altri artisti) (A. Colombi Ferretti, I due Livii. Appunti sul manierismo forlivese, in "Culture figurative e materiali tra Emilia e Marche. Studi in memoria di Mario Zuffa", Rimini 1984, pp. 543-581).
Bibliografia
Piraccini O.
Le pitture di Forlimpopoli
Studi Romagnoli
1974
pp. 145-167
p. 163, n. 8
Bibliografia
Delbianco P. (a cura di)
Culture figurative e materiali tra Emilia e Marche. Studi in memoria di Mario Zuffa
Rimini
Maggioli editore
1984
p. 557, n. 16
Bibliografia
Aldini T.
La Chiesa e il Convento dei Servi in Forlimpopoli
Forlimpopoli
Nuova Tipografia
1993
pp. 30 e 101