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antropometro

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Via Amendola, 2 Reggio Emilia (RE)
antropometro
Tipo: FISSO – verticale
Categoria: antropometria
Denominazione raccolta: Strumenti dei Laboratori Scientifici "Lazzaro Spallanzani"

legno

cm.
214(a) 45.5(la) 42(p)
sec. XIX (1880 – 1890)

n. 107

E costituito da un'asta graduata in legno, a sezione rettangolare, sulla quale scorre un cursore, provvisto di barra sporgente, bloccato all'estremità superiore dell'asta da un fermo. L'asta costituisce il prolungamento di una tavola di legno, anch'essa verticale, fissata ad una pedana, di forma quadrangolare, con spigoli sporgenti e sagomati. La pedana è a sua volta sostenuta da 4 piedi d'appoggio. L'asta consente di effettuare misurazioni con approssimazione al centimetro.

Ancora oggi in uso per misurare la statura, l'antropometro conobbe una particolare fortuna intorno al 1880, quando Cesare Lombroso indicò una precisa relazione tra anomalie nella costituzione fisica e malattia mentale: una statura inferiore alla norma pareva segnalare un incompleto sviluppo psichico, che poteva manifestarsi con la predisposizione a delinquere o con la follia. L'antropometro fu uno dei tanti strumenti costruiti tra '800 e '900, in gran parte inventati da Broca, per misurare le varie parti del corpo umano, per saggiare a quale stadio evolutivo fosse giunto il soggetto esaminato, confrontando i valori su di esso trovati con quelli riscontrati nell'individuo "normale", ricercando le cause di patologie psichiche in alterazioni o anomalie fisiche. L'antropometro fisso verticale, come l'esemplare in esame, è il modello più semplice; ne veniva utilizzato anche uno a bilancere, orizzontale, un vero e proprio tavolo antropometrico di precisione per ottenere le più svariate misurazioni, tra cui anche quella relativa alla statura.
uso originario: misurazione della statura

Bibliografia S28/00001505

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