
vetro
n. 87
Le lastre hanno forma rettangolare e spigoli vivi, hanno formato 9×12. Erano in origine ricoperte di un'emulsione di bromuro d'argento e tali da presentare un'elevata sensibilità, a scapito della grana, che non poteva pertanto risultare particolarmente fine. Le lastre sono state tutte utilizzate e riproducono, come segnalano le etichette poste su di esse, immagini di preparati microscopici di tessuti prelevati da animali: 1 di cavia, 2 di gallina, 2 di cane, 5 ancora di gallina relative a ricerche sul timo.
La scatola contenente le lastre è nera, in cartone rigido, e sul coperchio riporta un'etichetta che le identifica: "Lastre ultrasensibili".
Le lastre ultrasensibili trovano impiego in microfotografia per le osservazioni e le riproduzioni in campo scuro o in fluorescenza. La sensibilità notevole che le caratterizza va però a scapito della grana dell'emulsione, che diventa grossa, riflettendosi negativamente sulla sua definizione.
Queste non sono che alcune delle numerose lastre conservate nei Laboratori Scientifici del S. Lazzaro, per lo più di formato 9×12 e tali da riprodurre immagini di preparati microscopici relativi a ricerche istopatologiche, per lo più condotte su animali, e risalenti agli anni 1915-1925.
uso originario: impressione della superficie fotosensibile per ottenere l'immagine di un preparato microscopico in campo oscuro, mediante l'impiego di una camera microfotografica
data di invenzione: inizio sec. XX
luogo di costruzione: Italia: Milano: Via Friuli 31
data di costruzione: 1910/ 1915
n. di matricola: 167
Bibliografia
Baldi E.
Otto Fuhrmann (1871-1945)
Natura
Milano
1946
pp. 314-317
Tipologia: marchio
Identificazione: M. Cappelli – Milano, Via Friuli 31
Posizione: sull'etichetta posta sul coperchio della scatola contenente le lastre
Descrizione: lettere capitali stampate con inchiostro nero su carta