
ghisa , acciaio, bachelite , ottone, vetro
n. 112
Consta di una struttura metallica che sostiene il sistema ottico e che prende il nome di "stativo", composta dai seguenti elementi: una base d'appoggio a ferro di cavallo, una leva o morsetto atto a fissare nell'inclinazione voluta il resto dello stativo, un braccio ricurvo che sostiene le parti principali dello strumento, due comandi (rapido e micrometrico) per elevare il sistema d'osservazione, un tavolino circolare, girevole e regolabile in altezza, provvisto di nonio, forato al centro per sostenere il preparato da osservare. Il sistema ottico si compone dell'apparato di illuminazione, formato dal condensatore e dal diaframma, e dall'apparato di osservazione, costituito dai 4 obiettivi montati su revolver e dai 2 oculari, inseriti nel tubo del microscopio. Lo stativo risulta fissato su una base in ghisa, che ne costituisce il banco d'illuminazione, fornito di trasformatore, sorgente luminosa elettrica e vaschetta per filtri colorati.
Gli obbiettivi montati sul revolver condividono il marchio Officine Galileo, ma presentano caratteristiche differenti e precisamente: n° 200366 acromatico a secco, ingrandimento 64x; semiapocromatico a immersione, ingrandimento 105x; n° 200498 acromatico a secco, ingrandimento 10,5x; acromatico a secco, ingrandimento 25x.
Gli oculari infilati nel tubo, marchio Galileo, garantiscono un ingrandimento 16x.
Per gli altri accessori si vedano le schede componenti.
Come è noto, il funzionamento del microscopio è affidato a un complesso sistema di lenti, per lo più accoppiate e concentrate nell'obiettivo, ma presenti anche nell'oculare, dove se ne trovano due, piano-convesse, una da avvicinare all'occhio per osservare, l'altra per raccogliere i raggi luminosi che passano attraverso l'obiettivo. Il numero di oculari può variare da 1 a 4, come accade per gli obiettivi, caratterizzati da ingrandimenti diversi, a secco o a immersione, intercambiabili e montati su revolver, come nello strumento in esame.
I Laboratori Scientifici del S. Lazzaro erano dotati di svariati microscopi, strumenti pressoché indispensabili per portare a termine analisi cliniche o compiere ricerche di natura chimica, batteriologica, istopatologica. Questo microscopio, acquistato intorno al 1940, fu in un secondo momento fissato al banco d'illuminaizone a sorgente luminosa interna, sul quale ora si trova.
uso originario: osservazione di un preparato microscopico chiuso tra due vetrini mediante ingrandimento dell'immagine
luogo di costruzione: Italia: Milano
data di costruzione: 1940 ca.
n. di matricola: 99246
Bibliografia
Schmorl G.
I metodi della indagine istopatologica nuova traduzione dalla quattordicesima edizione originale del dott. Sebastiano Milone
Torino
UTET
1930
pp. 1-11
Bibliografia
Baldi E.
Otto Fuhrmann (1871-1945)
Natura
Milano
1946
pp. 104-107
Bibliografia
Notario A./ Meduri D.
Tecniche e diagnostica di laboratorio
Firenze
USES
1969
V. III, pp. 2323-2327
Tipologia: marchio
Identificazione: Officine Galileo
Posizione: sul tubo del microscopio, al centro, e sul trasformatore
Descrizione: caratteri maiuscoli impressi nel metallo, affiancati da una G cerchiata e raggiata