
metallo, bachelite , rame, ferro, vetro, gomma
n. 119
Il trasformatore è racchiuso da un'edicola in metallo verniciato, che appoggia su 4 piedini in gomma e ha pianta rettangolare. L'edicola è chiusa su ogni lato, ma lateralmente presenta fessure per il raffreddamento e sulla sua superficie superiore compaiono un interruttore, una manopola di regolazione con indice e una spia luminosa. All'interno è presente un nucleo di ferro ad elevata permeabilità, strutturato mediante lamierini isolati; su di esso sono disposti due avvolgimenti con diversi numeri di spire, isolati fra loro e magneticamente connessi dal nucleo.
Il trasformatore statico, privo di organi meccanici di movimento, trasforma la corrente alternata da alta a bassa tensione, o viceversa. Il suo funzionamento si basa sull'induzione elettromagnetica: l'avvolgimento primario, quello alimentato dalla tensione da trasformare, trasmette al nucleo di ferro un flusso di campo magnetico variabile, che a sua volta induce nell'avvolgimento secondario una corrente sempre alternata, ma ad intensità ridotta.
Questo trasformatore è uno degli svariati accessori di cui era fornito il microscopio Zeiss, acquistato negli anni '70 per gli studenti di medicina dell'Università di Modena che frequentavano i laboratori scientifici del S. Lazzaro per studiare istologia, disciplina che vede nell'osservazione microscopica uno dei suoi tratti fondamentali.
uso originario: trasformazione della corrente alternata da alta a bassa tensione
Bibliografia
Schmorl G.
I metodi della indagine istopatologica nuova traduzione dalla quattordicesima edizione originale del dott. Sebastiano Milone
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Bibliografia
Baldi E.
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Tecniche e diagnostica di laboratorio
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