
vetro
Il matraccio appoggia su un fondo piatto e circolare, ha forma sferica, leggermente schiacciata; è provvisto di un collo abbastanza lungo e stretto, di forma cilindrica, che presenta nella zona superiore un restringimento, per poi tornare, all'altezza del bordo, al diametro precedente. Questa porzione del collo, che risulta leggermente svasata, ha l'interno smerigliato, per facilitare l'inserimento del tappo di chiusura, assente nell'esemplare in esame. La restante superficie del matraccio è in vetro trasparente.
Con palloni e beute, burette e pipette, provette e beker, i matracci fanno parte della comune vetreria di cui qualsiasi laboratorio di chimica risulta fornito. Differenti per capacità e per natura del vetro di cui sono costituiti _ preferibile è quello resistente al calore e ai reattivi _ i matracci sono accomunati dalla forma sferica e dal fondo piatto, dal collo lungo e per lo più sottile; la taratura, ossia la linea circolare che possono presentare a un certo livello del collo, ne individua la capacità, ad una temperatura di 15° C. Precauzione essenziale per un corretto utilizzo della vetreria tarata è evitare l'errore di parallasse, che si verifica nella lettura delle misure volumetriche quando l'occhio non si trova alla stessa altezza del segno di taratura.
uso originario: contenimento di liquidi sottoposti a reazioni chimiche di varia natura, con l'utilizzo di reattivi o mediante riscaldamento
luogo di costruzione: Germania: Jena
data di costruzione: 1930 ca.
Bibliografia
Gigante D./ Raggio-Guarnaschelli A.E.
Analisi cliniche
1961
V. I, pp. 19-20
Bibliografia
Erba Carlo
Apparecchi scientifici
Milano
Cordani
1969
p. 260
Tipologia: marchio
Identificazione: Schottugen – Jena
Posizione: sulla dilatazione sferica
Descrizione: caratteri sovrascritti a smeriglio, disposti circolarmente, contornati da linea circolare e quadrata