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23b
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Baccante con fiori, satiro e amorini

23b
23b
Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

Stern Ignazio

1679/ 1748

ambito bolognese

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
117(a) 149(la)
sec. XVIII (1700 – 1715)

n. Ser. 7 bis

Le imponenti figure riempiono l'intera superficie del quadro: la baccante è seduta a terra e tiene in grembo un mazzo di fiori mentre il satiro è intento a versare il vino in un anfora, circondato da due putti curiosi.

Evidente è il carattere di ricercato divertissement di questo dipinto, il cui soggetto non pare riconducibile ad alcuna vicenda mitologica nota: un satiro versa vino in un'anfora da un otre e una fanciulla mostra i fiori che raccoglie in grembo. Il tenue motivo narrativo è in realtà il pretesto per una compiaciuta esibizione di bellezze femminili, sotto una luce trasparente e tersa. Il bellissimo dipinto, in precedenza sconosciuto alla letteratura, è stato pubblicati come opera di Carlo Cignani da Beatrice Buscaroli Fabbri nella sua monografia sull'artista (1991); ma già al tempo della sua acquisizione da parte di Carlo Sernicoli mi era chiara l'appartenenza alla fase giovanile di Ignazio Stern, allievo tra i più dotati della fervida scuola forlivese di Cignani. Mentre di quest'ultimo non compare la tipica cromia combusta, determinata dall'assorbimento della preparazione scura, la fattura smaltata e lucente, la sdutta definizione delle membra e l'espressività mielata e un po' sdilinquita dei personaggi, pur esemplati sulle fisionomie ricorrenti nell'opera del maestro (si ricordi ad esempio l'Infanzia di Giove dell'Alte Pinakothek di Monaco), rinviano al fare porcellanato dell'allievo tedesco, già in grado di svolgere le soluzioni di Cignani in un linguaggio incipientemente rocaille. Numerosi sono i confronti che è possibile addurre in questo senso, rintracciandoli anche nella sua produzione più inoltrata: la resa setosa dei capelli biondi della fanciulla nel secondo dipinto, in ordine a una scelta tipologica ben diversa rispetto alle bellezze brune che caratterizzano l'opera di Cignani, torna ad esempio in numerosi suoi dipinti, insieme alla morbidezza affettata dei tratti che la connotano, da leggere come il segno di un'attenzione già settecentesca per il Correggio. Stante tuttavia il forte rapporto con il maestro, ben difficilmente l'esecuzione di questo brillante dipinto potrà oltrepassare il 1710. Da apprezzare sarà altresì la maestria nel raffigurare i fiori, una dote che Stern svilupperà nel corso della sua fortunata attività romana.

Bibliografia Buscaroli Fabbri B.
Carlo Cignani. Affreschi, dipinti, disegni
Bologna
1991
179

Bibliografia Benati D./ Mancini G.
Benati D./ Peruzzi L. (a cura di)
La natura morta in Emilia e in Romagna
Genève
2000
pp. 240, 243
61

Bibliografia Piccinini F./ Stefani C. (a cura di)
La donazione Sernicoli. Dipinti e argenti
Ferrara
Edisai
2009

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