
1855/ 1926
monumento commemorativo
Si tratta di un’ara in granito in cui sono inserite delle targhe in bronzo, modellate dallo scultore palermitano Ettore Ximenes, che rappresentano, ad altorilievo, da un lato Giuseppe Verdi tra le rappresentazioni allegoriche della Sinfonia e della Melodia, e dall’altro episodi storici della vita del maestro e scene drammatiche tratte dalle sue opere.
Nell’ampia piazza che collega il Palazzo della Pilotta al centro della città storica si trova il monumento dedicato a Giuseppe Verdi. In verità è ciò che rimane del complesso monumentale, ben più ampio, che la città volle dedicare al maestro in occasione del centenario della sua nascita nel 1913, danneggiato dai bombardamenti aerei durante la Seconda guerra mondiale e demolito nel dopoguerra.
Si tratta di un’ara che originariamente si trovava al centro di un manufatto a forma semiellittica (novanta metri il diametro maggiore) costituito da 20 pilastri posti in doppia fila lungo una traiettoria di 120 metri di sviluppo. In elevazione una parete concava, traforata da diciotto arcate, con al centro un arco trionfale sormontato da una ‘Gloria’ trascinata da quattro leoni. Ai lati dell’archivolto correva un altro fregio figurato di gusto classico.
I pilastri portavano incisi inni di guerra e inni di pace e le liriche del coro dei Lombardi e del Nabucco. Lungo l’emiciclo erano collocate tra le arcate ventotto statue in pietra una per ogni opera verdiana, realizzate dallo scultore palermitano Ettore Ximenes. Il progetto complessivo di recupero dell’area era stato fortemente voluto dall’allora sindaco di Parma, Giovanni Mariotti, sensibile alla necessità di attuare un piano di rimodernamento della città soprattutto nelle sue parti più degradate.
Proposta in occasione delle celebrazioni del Centenario della nascita del grande compositore lirico, la gestione dell’iniziativa venne affidata a un Comitato promotore che incaricò l’architetto Lamberto Cusani di studiare la soluzione urbanistica più idonea, realizzare la struttura architettonica del complesso commemorativo e gli elementi decorativi che dovevano ornare il nuovo monumento. Allo scultore Ettore Ximenes venne assegnato l’incarico di provvedere alle parti ornamentali del prestigioso complesso monumentale che sarebbe sorto nella vasta area del vecchio foro boario che lambiva gli argini del torrente Parma.
Ci vollero sette anni perché venisse completato, anche a causa della sospensione dei lavori dovuta alla guerra, e finalmente il 22 febbraio 1920, con una cerimonia solenne, alla presenza delle autorità cittadine e di Governo, e di quasi cinquantamila cittadini che affollarono il piazzale, il monumento venne inaugurato.
Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 86, 87, 159, 160