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16a
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Vaso di fiori, con frutta e gioielli

16a
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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

ambito bolognese

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
91(a) 69.5(la)
sec. XVII (1630 – 1681)

n. Ser. 14 bis

Splendido vaso di fiori misti posato su una tovaglia di colore rosso cupo, circondato da frutta e da un cofanetto di gioielli.

L'attribuzione di questo dipinto (che fa péndant con un'altra composizione similare, si veda la scheda DIP00271) a Cittadini si basa sul confronto con la sua produzione nota di quadri con fiori, e in particolare sulla somiglianza con la splendida coppia di ovali conservata nella sagrestia della chiesa di Santa Maria di Galliera a Bologna, certificata come opera sua dalle citazioni offerte dalla letteratura antica, alle quali si aggiungono gli inventari del 1676 e del 1797 relativi ai dipinti mobili di proprietà della famiglia Ghislieri, dalla quale esse pervennero, insieme a numerosi altri dipinti, alla chiesa dei padri Filippini. Nel primo dei due inventari, redatto alla morte del conte Ettore, risultano infatti annotati, al n. 38, "due vasi di fiori del Milanese", sicuramente da identificare con quelli tuttora conservati. Ad essi si sono poi aggiunti altri dipinti di analoga concezione, come i due delle Collezioni Comunali d'Arte di Bologna o l'altro, davvero splendido, proposto di recente dalla Galleria Moretti di Firenze.
Il Mlilanese vi si conferma protagonista della natura morta emiliana nella sua accezione aristocratica, denunciata anche in questo caso dallo scelto repertorio che connota i due dipinti: ai preziosi vasi in metallo sbalzato si accompagnano i tappeti di broccato, l'orologio, i gioielli che fuoriescono dallo stipetto, le scatole con le gelatine di frutta e gli oggetti d'argento per la scrittura. Abilissimo nella resa dei lustri sui metalli, Cittadini dà poi il meglio di sé nella descrizione dei fiori, restituiti con straordinario nitore. Anche il taglio leggermente dall'alto concorre all'eleganza delle raffigurazioni, che hanno il loro punto di riferimento nell'attività romana di Mario Nuzi, divulgata nell'Italia settentrionale anche da Francesco Mantovano, mentre la qualità cristallina della luce e la descrizione analitica delle varie specie botaniche, perfettamente riconoscibili nella loro essenza, presuppongono la conoscenza diretta di esemplari fiamminghi, alla Daniel Seghers

Bibliografia Piccinini F./ Stefani C. (a cura di)
La donazione Sernicoli. Dipinti e argenti
Ferrara
Edisai
2009

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