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la statua di Vittorio Emanuele II
la statua di Vittorio Emanuele II
la statua di Italia
la statua di Italia

statue di Vittorio Emanuele II e di Italia

la statua di Vittorio Emanuele II
la statua di Vittorio Emanuele II
la statua di Italia
la statua di Italia
Cortile del Museo del Risorgimento e della Resistenza
Corso Ercole I d’Este, 19 – Ferrara (FE)

Monteverde Giulio

1837/ 1917

scultura

bronzo/ fusione
sec. XIX (1889 – 1889)

Le due statue facevano parte di un unico monumento dedicato a Vittorio Emanuele II. Su un basamento si ergeva la statua del re, più in basso, su un gradino, la statua allegorica dell'Italia.

All’indomani della morte del primo re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia (Torino, 14 marzo 1820-Roma,9 gennaio 1878) il Comune di Ferrara insediò un’apposita commissione presieduta dal conte Giuseppe Giglioli per avviare una sottoscrizione pubblica a sostegno dell’esecuzione di un monumento al re Padre della Patria, che insieme al primo ministro Camillo Benso conte di Cavour aveva portato a conclusione il processo dell’unificazione italiana.
Aperta dai contributi del Municipio, della Provincia e della Società Casino dei Negozianti, la sottoscrizione vide fin dall’inizio numerosissime promesse di offerta, delle quali però il sindaco Antonio Trotti sollecitava il versamento ancora nel 1884-85. La cifra preventivata era piuttosto alta: 10.000 lire.
Da parte sua, lo scultore piemontese Giulio Monteverde (consigliere comunale a Roma, dove si era trasferito da un ventennio, e senatore del Regno dal 1889) al quale l’opera era stata commissionata, benché oberato da impegni artistici e politici, procedeva nel lavoro e nel maggio del 1889 rassicurava che il monumento era in piena realizzazione: «la statua rappresentante Ferrara è già fusa in bronzo, e quella colossale di Vittorio Emanuele è modellata in creta».
Monteverde aveva già realizzato due monumenti dedicati al re: uno equestre a Bologna (1880) e uno a Rovigo (1881).
Da un corposo carteggio tra lo scultore e le commissioni di Pubblico Ornato e di Belle Arti del Comune di Ferrara, si sa che la collocazione finale del monumento fu preceduta da una lunga diatriba, risolta il 16 maggio 1889 nella seduta congiunta delle due commissioni, guidata dall’assessore comunale conte Ermanno Giglioli alla presenza dello stesso Monteverde e degli ingegneri Giuseppe Previati, Luigi Barbantini e Filippo Borgatti.
Furono considerate diverse ubicazioni: dai giardini pubblici alla piazza delle Erbe (ora piazza Trento e Trieste), dalla piazza del Municipio alla piazza Savonarola al posto del monumento al frate dello scultore centese Stefano Galletti, inaugurato il 23 maggio 1875. Il monumento trovò infine il proprio posto nel sagrato della Cattedrale, così come suggeriva, e preferiva, lo stesso scultore: «fra la Volta del Cavallo e la porta maggiore del Duomo».
L’inaugurazione solenne ebbe luogo il 17 novembre 1889.
Traslocato dal sagrato della Cattedrale all’attuale piazza della Repubblica, il monumento venne in seguito scomposto: la statua del re si trova in un cortiletto interno del Museo del Risorgimento e della Resistenza, mentre la statua raffigurante l’Italia sovrasta l’entrata dello stesso museo, inaugurato nel 1903.

Bibliografia Piraccini O. (a cura di)
Monumenti tricolori : sculture celebrative e lapidi commemorative del Risorgimento in Emilia e Romagna
Bologna
Editrice Compositori
2012
pp. 44, 45, 129, 130

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