
fotografia
Fotoritratto recante la figura, a mezzo busto e posta leggermente di tre quarti, di Aurelio Saffi: l'uomo è raffigurato in età avanzata e vestito con giacca nera, camicia bianca e fiocco al collo. In basso, scritti a stampa direttamente sulla fotografia, appaiono il nome dell'effigiato, la data della sua morte e la firma del fotografo. In corrispondenza della spalla destra dell'uomo si legge il numero "501", che sembra scritto a mano.
La fotografia appare incollata su un passepartout caratterizzato da una cornice a stampa, doppia e sottile di color nero e oro, che ha gli angoli decorati con motivi vegetali stilizzati; su di esso è apposta a stampa l'indicazione dorata dello studio fotografico, completa di stemma reale.
Fotoritratto di Aurelio Saffi in età avanzata, scattato probabilmente poco prima della morte nel 1890.
Importante figura del Risorgimento italiano, Aurelio Saffi fu un politico di spicco dell'ala repubblicana radicale incarnata da Giuseppe Mazzini, di cui è considerato l'erede politico. Nato a Forlì il 13 ottobre del 1819, si laureò in Giurisprudenza a Ferrara nel 1841 e fece pratica forense a Roma fino al 1844, entrando così in contatto con gli ambienti più progressisti italiani. Iniziò l’attività politica nella sua città natale: venne eletto nel 1846 Consigliere comunale e quindi Segretario della Commissione amministrativa della Provincia Forlì e prese posizione contro il malgoverno locale dei rappresentanti dello Stato Pontificio. Si accostò presto alle posizioni rappresentate da Giuseppe Mazzini a cui rimase sempre fedele e legato da profonda amicizia, tanto che nel turbolento anno 1848 partecipò alla principale operazione politica organizzata da Mazzini: la costituzione della Repubblica Romana. Nella capitale il potere fu infatti sottratto al pontefice Pio IX, fuggito a Gaeta, e fu convocata un’assemblea Costituente per definire il nuovo assetto dello Stato Pontificio. Saffi vi partecipò da subito come deputato per la Provincia di Forlì, ma quando il 9 febbraio del 1849 fu proclamata la Repubblica Romana, venne chiamato a reggere dapprima il Ministero dell’Interno, per poi, vista la gravità della situazione, a costituire con Mazzini e Carlo Armellini il Trumvirato. Tale esperienza politica fu purtroppo di breve durata, in quanto la nuova Repubblica cadde nel luglio 1849, dopo appena cinque mesi. Saffi raggiunse quindi Mazzini in Svizzera, per poi trasferirsi con lui a Londra nel 1851. Dopo il fallimento di una tentata insurrezione nelle Romagne nel 1853, tornò in Inghilterra, stabilendosi a Oxford dove ottenne la cattedra di Lingua e Letteratura presso la Taylor Institution e condusse sui giornali e attraverso conferenze pubbliche un’intensa ed incisiva azione di propaganda a favore della causa italiana. Negli stessi anni frequentò la casa di John Craufurd e di Sophia Churchill, ferventi mazziniani e membri della Società degli Amici dell’Italia, dei quali nel 1857 sposò la figlia Giorgina Janet Craufurd (Firenze, 1827 – San Varano, Forlì 1911), per tutta la vita validissimo sostegno e collaboratrice fondamentale di Aurelio. Rientrò in Italia nel 1860, stabilendosi a Napoli dove diresse il giornale “Il Popolo d’Italia” e nel 1861 venne eletto nel collegio lucano di Acerenza deputato al parlamento del nuovo Regno d'Italia. Si dimise però nel 1864, tornando prima in Inghilterra, per poi stabilirsi nel 1867 definitivamente con la famiglia nella villa di campagna di San Varano (una frazione di Forlì). Qui si dedicò all’organizzazione del movimento repubblicano, impiegandosi soprattutto a favore delle autonomie locali e dei problemi sociali. Partecipò anche attivamente alla vita politica locale e dal 1878 al 1890 ricoprì il ruolo di insegnante di Diritto presso l’Università di Bologna. Morì a San Varano a 70 anni il 10 aprile del 1890.
La fotografia fu realizzata da Gian Battista Canè (1842-1926), che nel 1861 aprì la prima bottega fotografica a Forlì, situandola in Corso Vittorio Emanuele al n° 17 (attuale Corso della Repubblica). Da principio in società col fratello Enrico, per poi diventare l'unico titolare dello studio, Battista Canè ottenne diversi riconoscimenti, fino al 26 dicembre 1888, quando il re, Umberto I di Savoia, gli concesse di fregiarsi con lo stemma Reale, ben visibile nell'oggetto in esame.
Tipologia: stemma
Identificazione: Regno d'Italia
Posizione: fronte, sul passepartout, in basso al centro
Descrizione: Stemma a stampa del Regno d'Italia, costituito dal manto di ermellino, sormontato da corona, che reca al suo interno lo scudo crociato sabaudo sovrapposto al collare del Supremo Ordine della SS. Annunziata.