
La capsella reliquiario, di forma rettangolare, è decorata sulle quattro pareti con immagini rese a bassissimo rilievo, inserite entro una cornice modanata. Lungo i bordi interni sono ancora visibili le scanalature per l'alloggiamento del coperchio scorrevole che doveva essere ligneo o eburneo.
Su uno dei lati lunghi è rappresentata "l'Adorazione dei magi". I magi sono vestiti all'orientale, ossia con "bracae", tunica corta, clamide, e berretto frigio e avanzano da sinistra recando su un piatto i grani dell'incenso, la corona d'oro e la mirra, verso Gesù bambino che protende le mani verso di loro. Il Gesù bambino, nudo, sta sulle ginocchia della madre, vestita di un manto a larghe pieghe che le ricopre anche il capo ed è seduta su un trono in vimini con suppedaneo. L'altro lato lungo fonde, insolitamente, due iconografie: l'"Annuncio di Cristo alle pie donne" della sua prossima ascensione e il momento stesso dell'"Ascensione". A sinistra le pie donne inginocchiate, avvolte in ampi mantelli si protendono verso Cristo, il quale volge il capo, dalla folta chioma, all'indietro. Il Cristo poggia un piede su di un sasso, regge una lunga croce latina, mentre in cielo si scorge la mano di Dio. All'estrema destra una costruzione turrita simboleggia la città di Gerusalemme. Sul lato corto è rappresentato "Daniele nella fossa dei leoni" vestito anch'esso all'orientale, in atteggiamento orante tra i due leoni posti simmetricamente e con la zampa destra alzata. A destra, da uno sperone, spunta il busto del profeta Abacuc, recante un vassoio con un pesce e due pani. Sull'altro lato corto è raffigurato "Gesù tra i santi Pietro e Paolo" nell'atto di consegnare il volumen a Pietro che lo riceve con le mani velate, secondo il tema iconografico della "traditio legis", ossia la consegna della legge. Cristo, dall'aspetto giovanile, imberbe, con lunga chioma, indossa la tunica ed il pallio; lo stesso abbigliamento viene riproposto nei due santi, i quali sono, però, chiaramente riconoscibili per la consueta iconografia che li contraddistingue: san Paolo, a sinistra, ha il volto allungato, la fronte stempiata e la barba appuntita; san Pietro, a destra, ha il viso più tondeggiante e la fronte con capelli ricciuti.
Secondo la tradizione questo reliquiario avrebbe accolto le spoglie dei santi Quirico e Giulitta, due martiri di Tarso, che sarebbero state trasferite a Ravenna da san Germano, vescovo di Auxerre, e collocate nella chiesa di S. Giovanni Battista dall'imperatrice Galla Placidia.
G. Grossi (sec. XVI), in un elenco manoscritto sulle chiesa di Ravenna, parlava della presenza delle reliquie dei due santi in questa chiesa.
G. Fabri (sec. XVII) ritenne che le ossa rinvenute nel 1608 entro una piccola capsella, conservata nell'altare maggiore di S. Giovanni Battista, appartenessero alle spoglie dei due martiri. Il Fabri congetturò che la "capsula con sanctis reliquiis" lasciata da san Germano a Galla Placidia nel momento della morte (448), fosse quella ritrovata dai frati carmelitani. Nel 1650 furono condotte delle analisi sui resti ossei, che furono riconosciuti dovere appartenere allo scheletro di un fanciullo e di una donna, cosicchè l'erudito suppose che si trattasse proprio delle reliquie del piccolo Quirico e della nutrice Giulitta. La capsella, dapprima collocata nell'altare di santa Teresa, fu poi estratta nel 1650 e posta nella sacrestia della chiesa in attesa di una migliore sistemazione. Nel 1670 fu inserita nella parete interna a sinistra della chiesa, lasciando visibile solo il lato con l'Adorazione dei magi, e da qui venne tolta nel 1930, per interessamento del Bartoccini, indi portata nel museo arcivescovile, dove si trova tuttora, posta senza alcuna protezione sopra ad un capitello a due zone.
Bibliografia
Tesori nascosti
Milano
Fabbri editori
1991
pp. 119-122
Bibliografia
Angiolini Martinelli P.
Corpus della scultura paleocristiana bizantina ed altomedioevale di Ravenna. Altari, amboni, cibori, cornici, plutei con figure di animali e con intrecci, transenne e frammenti vari
Roma
De Luca Editore
1968
pp. 81-82, n. 138
Bibliografia
Bartoccini R.
La capsella marmorea di Ravenna
Rivista di archeologia cristiana
1930
pp. 299-302