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MPPCG017
MPPCG017

fregio

MPPCG017
MPPCG017
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
1653/ 1731
stampa
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
tela/ colla
sec. XVIII
(1706)
(1731)
n. 305/10

Oggetto della descrizione è un fregio di Domenico Bonaveri che circonda il Mappamondo in due emisferi di Frederick de Wit. La decorazione naturalistica è composta da larghi girali di foglie lobate, che sbocciano in sontuosi fiori, a loro volta intrecciati a ghirlande di foglie. Questo motivo a festone costruisce delle “volute abitate”, dalle quali s’affacciano piccole teste di donne. Se ne riconoscono di due tipi: una è posta sopra una specchiatura vuota formata dall’intreccio del fogliame e simile ad una cornice barocca, l’altra è inserita tra due tralci di foglie che sembrano sorreggerla. La prima ha una folta capigliatura ricciuta e porta alle orecchie due pendenti a forma di fuso, la seconda è più grande, ha il capo sormontato da due valve di conchiglia e la fronte stretta da un cercine fiorito. I capelli sono lisci e divisi in due bande da una scriminatura centrale. Il gioco volumetrico delle volute e delle testine è reso da un abile chiaroscuro a bulino su acquaforte.

L'indicazione di responsabilità, riportata nel fregio in basso, conferma che la cornice non faceva parte dell'oggetto originario, il Mappamondo a due emisferi di de Wit, ma fu aggiunta successivamente.
Domenico Bonaveri (o Bonavera, come si firma nell'iscrizione) naque a
Bologna nel 1653, dove scomparve nel 1731. L’opera in esame costituisce un
esempio della sua attività di creatore di ornati naturalistici a stampa, ispirati
all'antichità classica. In mancanza di un regesto della sua opera incisoria
non è possibile datare in maniera puntuale il fregio, in ogni caso da
ascriversi alla produzione matura (la datazione è circoscritta fra il 1706, anno di produzione del mappamondo, e il 1731, anno di scomparsa di Bonaveri). Infatti assieme a caratteri formali barocchi (lo spiccato gusto decorativo coniugato con una certa sensualità della
forma), sono percepibili influenze della cultura figurativa bolognese di fine
Sei e inizio Settecento: la vicinanza ad opere del quadraturismo e della
pittura scenografica (come Mauro Tesi). Dalle fonti d’archivio non abbiamo
notizie riguardo l’anno in cui i fregi di Bonaveri furono inseriti attorno al Mappamondo in due emisferi di Frederick de Wit. La carta così rifinita dovette apparire
maggiormente consona al gusto dell’epoca, rappresentando oltre che uno
strumento di studio, un elegante oggetto, esteticamente piacevole.

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L’ huomo, e sue parti figurato, e simbolico, anatomico, rationale, morale, mistico, politico, e legale, raccolto, e spiegato con figure, simboli … Opera vtile a’ predicatori, oratori … in due libri distinta
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Segni e sogni della terra. Il disegno del mondo dal mito di Atlante alla geografia delle reti
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Il viaggio. Mito e scienza
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Bononia University Press
2007

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