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MPPCG012
MPPCG012

cornice (fascia decorativa su tre lati)

MPPCG012
MPPCG012
Via Zamboni, 33 – Bologna (BO)
Blaeu Willelm Janszoon (disegnatore/ incisore)
1571/ 1638
stampa colorata a mano
carta/ stampa calcografica/ acquaforte su rame
carta/ pittura
tela/ colla
sec. XVII
(1678)
(1685)
n. 303/8

La cornice, situata tra la rappresentazione geografica e la didascalia, nella carta dell’America di W.J. Blaeu, è formata da 6 tavole incise. Due fascie che corrono lungo i bordi laterali, costituite da sedici riquadri incolonnati a gruppi di otto, raffiguranti le tipologie degli indiani d’America, e da una fascia posta alla base della carta con una sequenza di dodici vedute e piante urbane. Ciascuna banda laterale è formata da due fogli rettangolari comprendenti, quattro riquadri ciascuno per i fogli superiori, mentre quelli inferiori si congiungono alla base inserendo oltre alle rimanenti quattro vignette, rispettivamente la prima e l’ultima pianta urbana. Le restanti vedute sono raggruppate anch’esse in due fogli a gruppi di cinque ciascuno. Lungo il bordo sinistro, partendo dall’alto, sono rappresentati i seguenti riquadri: gli abitanti della Groenlandia, una donna, una giovane ed un uomo della Virginia, una nobildonna e un vecchio di Pomeioe in Virginia, un prestigiatore, un indovino, un nobile della Virginia, i soldati della Florid, il re e la regina della Florida, la cerimonia del sacrificio nell’I. Hispaniola, la magnificenza del re della Nuova Albio. Lungo il bordo destro, sempre partendo dall’alto, la sequenza è la seguente: i Messicani, gli abitanti del Perù, una donna del brasile coricata in un amac, Brasiliani che si recano in guerra, donne del Brasile che si accingono all’aratura dei campi, gli abitanti dell’isola delle Mocche in Cile, gli abitanti della Patagonia allo stretto di Magellano, gli abitanti dello stretto di Magellano. La struttura di ciascun riquadro è standardizzata: i gruppi di figure campeggiano entro una sorta di quinta teatrale composta da due colonne ioniche laterali a sostegno di un arco sovrastante. Le scene composte da due a quattro figure presentano una panoramica dei popoli indigeni dell’America evidenziando la differente foggia degli abiti e i diversi ceti sociali, partendo dalla zona più settentrionale del Nord America conosciuto, con gli abitanti della Groenlandia, fino all’estrema punta meridionale del Sud-America con gli abitanti della Terra del Fuoco. Una didascalia in francese talvolta lacunosa, posta al di sotto, funge da legenda esplicativa alla scena, oltre a costituire una linea di separazione tra una vignetta e l’altra. Nella fascia inferiore, partendo da destra, la sequenza delle vedute urbane è la seguente: un villaggio indiano, in cui non è riportata alcuna didascalia, Carolin fortezza dei Francesi in Florida , St. Augustine, l’Avana, Santo Domingo, Cartagena, Città del Messico , Cuzco, Potasi, l’isola di Mocha, le coste di Rio de Janeiro, Olinda di Pernambuco. Le soluzioni adottate per rappresentare le città seguono le due più comuni tipologie dell’epoca: il primo gruppo è costituito dalla cosiddetta veduta a volo d’uccello, nel quale un’ipotetico punto di vista è posto ad una notevole altezza rispetto al terreno e permette di avere una totale visione della forma della città e della assonometria dei singoli edifici. Il secondo gruppo adotta la soluzione della veduta di profilo in cui la città è vista dalla riva opposta di un corso d’acqua, fiume o mare con vascelli e piccole figure in primo piano. Ciascuna rappresentazione urbana è incorniciata e separata dall’altra da un bordo bianco di forma ovale. Piccole grottesche ed elementi vegetali legati in fasci decorano rispettivamente in alto e in basso gli spazi triangolari compresi tra un’ovale e l’altro. La cornice è inoltre separata dalla rappresentazione geografica da una piccola fascia decorativa a grottesche ripetute.

Le stanze dedicate alla Geografia e alla Nautica del Museo di Palazzo Poggi
comprendono 22 carte murali da parete, circoscrivibili ai secoli d'oro della
cartografia europea, in particolar modo olandese, il XVII ed il XVIII. Tra questi beni
si conserva anche la Carta dell'America di Willem Janszoon Blaeu, stampata a Parigi da Alexis-Hubert Jaillot e composta da venti tavole unite e incollate su
tela.
L’autore della carta, Willem Janszoon Blaeu, fu il capostipite di una delle più
popolari famiglie di cartografi e stampatori olandesi del XVII secolo.
Appassionato di studi matematici ed astronomici, soggiornò per circa due anni
presso il famoso astronomo danese Tycho Brahe, nel suo osservatorio di
Uranienburg. Tale esperienza segnò una tappa importante nella carriera del Blaeu che in seguito, tornato ad Amsterdam nel 1597, si segnalò dapprima come costruttore di globi, poi, come autore ed editore di carte geografiche e atlanti. L’azienda, nonostante il grande incendio che distrusse la fabbrica nel 1672, continuò la propria attività fino al 1692.
La carta murale in esame fa parte di una serie di quattro (Asia-Africa-Europa-
America, interamente conservate al Museo di Palazzo Poggi), edita in francese da Jaillot, il quale probabilmente possedeva alcuni rami dei Blaeu (era consuetudine acquistare le matrici dei grandi incisori, per ristamparle aggiungendo eventuali varianti e relative indicazioni di responsabilità).
La data che compare sulla carta in due occasioni, il 1669, è riferibile alla prima edizione dell'opera (si trova nella fascia superiore del cartiglio posto in basso a destra, oltre che nella titolazione). Willem Blaeu era già morto dal 1638, ma il suo nome era rimasto legato alla produzione più tarda dell’azienda, naturalmente per motivi di prestigio.
L’ampia didascalia che corre su tre lati della carta, dovrebbe essere opera
successiva dello stesso Jaillot, poiché esula dal modello cartografico
generalemente usato dai Blaeu per le carte murali o per le immagini degli atlanti.
Le abrasioni della carta, in fondo alla medesima didascalia (luogo in cui generalmente veniva indicato, oltre al nome dell'editore, l'anno di edizione) non permettono di determinare le indicazioni cronologiche della pubblicazione di Jaillot, probabilmente posteriore al 1669.
La datazione della carta è, infatti, ricavata dal confronto con le altre tre stampe edite dal francese: compresa fra il 1678, anno di edizione dell'Europa e dell'Africa, ed il 1685, quando Jaillot pubblicò l'incisione dell'Asia.

La fonte a cui Blaeu attinse per la realizzazione dei riquadri con figure e con vedute urbane della cornice è stata individuata nella complessa opera di Theodorus de Bry “Admiranda narratio fida tamen de communes et incolarum ritibus Virginia”, edita a Francoforte tra il 1590 e il 1602. In cinque volumi, l'opera è a sua volta suddivisa in 9 parti dedicate alle varie regioni americane: il percorso descrittivo parte dalle regioni del nord e prosegue con quelle del sud fino all’estreme propaggini della terra del fuoco. In esso vi sono i resoconti dettagliati dei viaggi di Colombo, Drake, Releigh, Oliver van der Noorth, Cortes, Pizarro ed altri esploratori. La parte letteraria è corredata da numerose tavole con raffigurazioni di piante tipografiche, episodi di conquista, usi e costumi, scene di vita quotidiana degli indiani d’America presentati secondo le diverse tipologie. I gruppi di figure del Blaeu sono per la maggior parte copiate, incise specularmente o presentate con piccole variazioni d’atteggiamento. Ugualmente anche le otto rappresentazioni cittadine, copiate dal Blaeu dopo averne ridotto notevolmente il formato ed eliminato conseguentemente alcuni particolari. Inoltre, tutte le scene di battaglie presenti nelle vedute di de Bry (come supporto alla narrazione), sono state eliminate nella carta. Anche la necessità di racchiudere le vedute in un ovale ha determinato una circoscrizione del paesaggio, che nelle originarie tavole rettangolari era più vasto e particolareggiato. Blaeu segue lo stesso percorso figurativo utilizzato dal de Bry: partendo da Nord, scendendo fino all’estremo Sud dell’America. Anche per le vedute il criterio utilizzato è simile: viene indicato un ipotetico itinerario che partendo dalla Virginia, prosegue in Florida, nei Caraibi, nella prospiciente costa settentrionale della Colombia, compie una piccola deviazione in Messico, quindi scende toccando il Perù, la Bolivia, il Cile fino a risalire verso la costa Atlantica del Brasile.

Bibliografia De Bry T.
Admiranda narratio fida tamen, de commodis et incolarum ritibus Virginiae, nuper admodum ab Anglis, qui à Dn. Richardo Grenuile … eò in coloniam anno 1585 deducti sunt inuentae
1590
pp. 193-194

Bibliografia Hakluyt R.
The principal navigations voyages traffiques & discoveries of the English nation, made by sea or over-land to the remote and farthest distant quarters of the earth at any time within the compasse of these 1600 yeeres
Glasgow
1600
pp. 49-55

Bibliografia Blaeu W. J.
Le theatre du monde ou nouvel atlas contenant les chartes et descriptions de tous le pais de la terre mis en lumiere par Guillaume et Iean Blaeu
Amsterdam
1640

Bibliografia Bagrow L.
Die Geschichte der Kartographie
Berlin
1951

Bibliografia Frabetti P.
La collezione delle antiche carte geografiche
Bologna
Compositori
1959

Bibliografia Skelton R.
Explorers’ maps : chapters in the cartographic record of geographical discovery
London
1970

Bibliografia Materiali Istituto Scienze
I materiali dell’Istituto delle Scienze
Bologna
CLUEB
1979

Bibliografia Tooley R.V.
Maps and map-makers
1982

Bibliografia Alpers S.
Arte del descrivere: scienza e pittura nel Seicento olandese
Torino
Boringhieri
1984

Bibliografia Luoghi Conoscere
I Luoghi del Conoscere. I laboratori storici e i musei dell’Università di Bologna
Bologna
Amilcare Pizzi
1988

Bibliografia Tega W. (a cura di)
Il viaggio. Mito e scienza
Bologna
Bononia University Press
2007

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