
1806/ sec. XX prima metà
moschetto
Moschetto a ripetizione con culatta e canna in acciaio brunito (mancante però dell'otturatore), mentre la cassa, il calcio e il copricanna sono in legno. Il caricatore si trova nel blocco metallico anteriore al grilletto, mentre sulla canna sono fissati, al centro, un alzo graduato e, in corrispondenza della volata, la tacca di mira e il fermo per inastare la sciabola-baionetta (qui non conservata); nella cassa è inserita la bacchetta nettatoia. Sull'acciaio, vicino all'alzo, sono presenti i punzoni che riferiscono il numero di matricola, l'arsenale di produzione e l'anno di fabbricazione dell'arma; un marchio inciso sull'acciaio ("BL") non è stato invece identificato. Sul calcio è ripetuto il numero di matricola e il marchio di fabbrica del moschetto.
Moschetto per truppe speciali "modello 1891 sistema Mannlicher- Carcano", identificato dal numero di matricola "BE 1567".
Tale moschetto derivava dall’omonimo modello di fucile che rappresentò l’arma più diffusa presso l’esercito italiano durante la Prima Guerra Mondiale. Il fucile mod. 1891 (la cui denominazione si riferiva all’anno di adozione), era alimentato con caricatori da sei cartucce da 6,5 mm e fu la prima arma di piccolo calibro ad essere adottata da un esercito nazionale. Esso impiegava il sistema di alimentazione a pacchetto brevettato dall’austriaco Ferdinand Ritter von Mannlicher, mentre il progetto dell’otturatore era dell’italiano Salvatore Carcano, capotecnico della Regia Fabbrica d’Armi di Torino. Rispetto ai fucili nemici, il modello italiano 1891 disponeva di un colpo in più nel caricatore e aveva il vantaggio di usare cartucce di peso inferiore, che potevano quindi essere trasportate dai soldati nelle giberne in maniera più comoda e in numero maggiore. Esso si dimostrò così un’arma sempre affidabile, robusta e precisa in tutte e tre le sue versioni: fucile, moschetto da cavalleria e moschetto per truppe speciali. Il moschetto "modello 1891 sistema Mannlicher- Carcano" differiva dall’omonimo fucile principalmente per la minore lunghezza complessiva, per la cassa in legno accorciata e per il manubrio dell’otturatore piegato (in questo caso non conservato). Esso era destinato infatti a truppe che necessitavano di un’arma più maneggevole e di ingombro ridotto. L’oggetto in esame rappresenta poi una tipologia specifica di moschetto mod. 1891, progettata appositamente per le truppe speciali (genieri, artiglieri, mitraglieri e ufficiali inferiori): esso aveva le stesse dimensioni e caratteristiche del moschetto mod. 1891 di cui era dotata la cavalleria, ma differiva per la cassa in legno più lunga e la baionetta amovibile simile a quella del fucile.
Per quanto riguarda l'oggetto in esame, in base ai punzoni presenti sulla parte metallica e al marchio di fabbrica impresso sul calcio (la scritta non del tutto leggibile al di sotto di esso potrebbe essere identificata, in base al confronto con altri esemplari simili, in "TRASFORMAZIONE" o "RIPARAZIONE"), si può affermare che esso fu prodotto presso la Fabbrica Nazionale d’Armi di Brescia nel 1918.
Bibliografia
Mantoan N.
Armi ed equipaggiamenti dell’esercito italiano nella grande guerra 1915-1918
Novale Valdagno
Gino Rossato
1996
pp. 97-99
Tipologia: marchio
Identificazione: Fabbrica d'Armi di Brescia
Posizione: sul legno della pala destra del calcio
Descrizione: Marchio di fabbrica impresso sul legno: un ovale posto in verticale che reca, nel giro, la scritta non del tutto leggibile "[..] FABBRICA ARMI BRESCIA/ 1821", mentre al centro è visibile lo stemma reale crociato sormontato da corona; sotto l'ovale è presente una scritta non del tutto decifrabile "[..]AZIONE".
Tipologia: marchio
Posizione: sull'acciaio, vicino all'alzo, lato sinistro
Descrizione: Marchio inciso costituito da un ovale che reca all'interno le lettere maiuscole "BL".