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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

Di Bonaiuto Andrea

notizie 1343/ 1379

Di Bonaiuto Andrea

notizie 1343/ 1379

dipinto

tavola/ pittura a tempera
cm
13 31(a) 9 14,5(la)
sec. XIV (1350 – 1369)

n. 162

I due frammenti, resecati dallo sportello destro di un trittichetto portatile, pervennero al Museo come opera di Simone dei Crocifissi; un referto che Ragghianti (1939) sostanzialmente confermava anche se optava per una definizione più generica (“Scuola bolognese del XIV secolo”). In occasione del restauro condotto nel 1968 essi sono stati montati assieme in modo da richiamare la conformazione del complesso di cui avevano fatto parte in origine. Studiando il dipinto così ricomposto in vista della mostra del 1980, alla quale esso poi non figurò, Carlo Volpe ne suggerì un’ascrizione ad Andrea da Firenze. S. Tumidei (scheda ms., 1990), che opta per un riferimento generico alla “Scuola fiorentina della seconda metà del sec. XIV”, giustifica la proposta di Volpe in rapporto a un trittico portatile già sul mercato (Crocifissione, Noli me tangere e Orazione nell’orto), che lo stesso studioso (in Mostra di dipinti … 1971, n. 5) aveva attribuito appunto ad Andrea di Bonaiuto proponendone una datazione nel corso del sesto decennio, in relazione cioè “col momento stilistico del Cappellone degli Spagnoli (1366- 68), se non con la fase estrema degli affreschi del Camposanto di Pisa”. Il rapporto con tale dipinto risulta innegabile, visto che taluni personaggi delle due Crocifissioni sono praticamente sovrapponibili e vi tornano le stesse decorazioni a punzone. Sul trittico, ora in una collezione privata svizzera, sono poi intervenuti, fra gli altri: M. Boskovits (1975, p. 279) che, sottolineata la valenza goticheggiante, para-senese, dell’esperienza del Bonaiuti all’interno della cultura fiorentina del terzo quarto del secolo, ne ha suggerito una collocazione cronologica più inoltrata, entro l’ultimo decennio di attività del pittore; E. Skaug (1994, I, p. 163) che, in base ai punzoni impiegati, lo data tra 1350 e il 1365; e ancora J. Tripps (in Corpus … IV/VII, 1996, 1, p. 43, tav. XXII), che preferisce però la dizione “Andrea di Bonaiuto (assisted)” e ne ritarda ulteriormente l’esecuzione agli anni settanta. Nell’aderire, anche per il caso presente, a quest’ultima definizione, più prudente ma in fondo, per un dipinto di questa epoca, scontata, si segnala altresì la precisa dipendenza della Crocifissione da quella contenuta nella valva del Museum of Fine Arts di Houston (inv. n. 44.57a), appartenuta a un trittico il cui scomparto centrale si conserva ora nello Statens Museum for Kunst di Copenhagen e che Tripps (cit., p. 19, tav. II) data sul principio degli anni cinquanta.

Bibliografia Benati D./ Peruzzi L. (a cura di)
Musei Civici di Modena. I dipinti antichi
Modena
Franco Cosimo Panini Editore
2005
pp. 171-172

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