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2039
2039

Ugo Bassi sui gradini di San Petronio

2039
2039
Piazza G. Carducci, 5 – Bologna (BO)

Angiolini Napoleone

1797/ 1871

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
47.5(a) 55(la)
sec. XIX (1848 – 1848)

n. 2039

Il frate barnabita è qui rappresentato quando con grande "con grande fervore predicò di sulla scalinata di San Petronio, chiedendo soccorsi per la causa dell'indipendenza" (tratto da Collina, 1993).

Era la primavera del 1848 ed il frate esaltava la figura del "Pontefice liberale" Pio IX, promuovendone l'immagine attraverso le nuove idee politiche e sociali.
L'opera di Angiolini si presenta, sia per le dimensioni che per l'esecuzione, come bozzetto preparatorio di un quadro di dimensioni maggiori. L'artista illustra con efficacia il tumulto e l'entusiasmo di borghesi e popolani, provocato dal prete, senza abbandonare le istanze stilistiche tardo settecentesche e gandolfiane promosse dalla cultura artistica dell'Accademia Pontificia di Bologna ed a lui proprie.
La composizione prospettica è resa "per angolo", nel cui punto di fuga s'innesta la forza centripeta della folla che s'unisce alla figura del protagonista attraverso l'anello di congiunzione rappresentato dalla popolana che si recide i capelli. l'impianto compositivo del dipinto ha un precedente locale ne "L'abboccamento del sommo pontefice Leone X in Bologna…", eseguito da Antonio Muzzi nel '36, in cui la folla segue una linea a vortice tipicamente tardo settecentesca; il dipinto, però, ha alcune risonanze negli ambienti culturali romani, soprattutto influenze del Podesti spesso a Bologna, frequentati dall'Angiolini negli anni Venti; in particolare trova delle assonanze compositive con il dipinto di Francesco Coghetti "Eugenio III benedice le armi del duca Amedeo III di Savoia in partenza per la crociata", del 1846 circa. L'animazione del dipinto di Angiolini, oltre che alle piccole dimensioni e alla costruzione formale, è dovuta al cromatismo vivace: l'artista usa infatti pennellate spezzate e pastose che esprimono agilità e freschezza, soprattutto nelle vesti cangianti delle signore, e che ricordano la matrice gandolfiana, in particolar modo Gaetano (tratto da Collina, 1993).

Bibliografia Collina C.
La collezione dei dipinti a olio del Museo del Risorgimento di Bologna
Bollettino del Museo del Risorgimento
Bologna
1993
p. 30, n. 4

Bibliografia Gavelli M./ Sangiorgi O./ Tarozzi F. (a cura di)
Colorare la patria: tricolore e formazione della coscienza nazionale, 1797-1914
Firenze
Vallecchi
1996
p. 46, 84

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