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Uomo del sud

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Via Rizzoli, 2 – Pieve di Cento (BO)

Cantatore Domenico

1906/ 1998

stampa

carta/ acquaforte a colori
cm
60(a) 45(la)
sec. XX (1976 – 1976)

n. 4061

Appoggiato al lato sinistro un signore con completo verde e mani giunte in vita. Il volto è fortemente segnato da profonde rughe e gli occhi sono chiusi. Acquaforte a tre colori su cartoncino ruvido bianco. Tiratura 54/90.

José García Ortega è stato un pittore e scultore rappresentante del realismo sociale della Guerra civile spagnola e uno dei membri gruppo "Estampa popular", di cui fu anche fondatore. A tredici anni si trasferì a Madrid dove iniziò a realizzare i suoi primi dipinti e prese parte ai circoli antifranchisti, legando così le sue esperienze successive e la sua opera al forte impegno politico e civile. A 26 anni fu condannato per reati di opinione, e dopo il carcere nel 1952 uscì il suo primo ciclo di xilografie. Nei primi anni sessanta iniziò il suo lungo esilio e si trasferì a Parigi, e nello stesso periodo iniziarono le numerose esposizioni internazionali. Nel 1969 realizzò le venti incisioni della grande suite dei Segadores, ispirate dalle sofferenze dei lavoratori della terra. Nel 1971 lavorò al ciclo Ortega-Dürer, sessanta incisioni riguardanti il tema della guerra civile spagnola presentate al Museo di Norimberga e poi esposte nel Castello Sforzesco di Milano.
Si trasferì a Matera nel 1973, dove aveva il suo laboratorio nella sede del Circolo culturale La Scaletta nei Sassi, sperimentando nuove tecniche nello scolpire bassorilievi e utilizzando la cartapesta in modo innovativo; qui realizzò uno dei suoi cicli pittorici più importanti, Morte e nascita degli innocenti. Nel 1976 dopo sedici anni di esilio gli fu concessa l'autorizzazione per tornare liberamente in Spagna, e così poté esporre le sue opere a Madrid, Valencia e Bilbao ma nel 1980 tornò in Italia dove continuò un'intensa attività espositiva, stabilendosi in provincia di Salerno. All'entrata del paese si possono ammirare le sue famose maioliche che raffigurano i moti rivoluzionari risorgimentali del 1828 avvenuti a Bosco.
Ortega fu un esponente di quel realismo pittorico che caratterizza l'opera di molti pittori italiani, come il Guttuso, Migneco, Cantatore e Guerricchio. Fu definito il pittore del mondo contadino per la sua costante attenzione alle classi più umili che hanno sempre ispirato il suo lavoro; il poeta spagnolo Rafael Alberti, prendendo spunto dai Segadores di Ortega a cui dedicò la poesia Ortega de segadores, inventò il termine ortegano per indicare le condizioni di oppressione vissute dai contadini spagnoli. Muore nel 1990 a Parigi.

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: 54/90
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: Cantatore

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