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Via Rizzoli, 2 – Pieve di Cento (BO)

Ghermandi Quinto

1916/ 1994

stampa

carta/ litografia
cm
60(a) 71(la)
sec. XX (1970 – 1970)

n. 4073

Paesaggio stilizzato composto da forme circolari e semicircolari che dalla linea d'orizzonte riflettono la loro ombra sull'ampia distesa che occupa la parte inferiore della stampa. Litografia monocromatica color seppia su cartoncino ruvido bianco. Tiratura 33/50.

Nato ai Ronchi di Crevalcore (Bologna) il 28 settembre 1916 in una famiglia del ceto agrario che aveva la propria dimora nel castello di quella frazione (oggi proprietà del Comune di Crevalcore), scopre giovanissimo la sua vocazione per la scultura. A cinque anni, il suo gioco preferito è realizzare oggetti con la creta, materiale che si procura in una fornace di laterizi situata all'interno della tenuta di famiglia. Ma la decisione di diventare artista matura in lui allorché, sempre bambino, assiste insieme al padre all'inaugurazione del monumento ai caduti della prima guerra mondiale e resta "folgorato" alla vista del complesso scultoreo.
Si forma prima al Liceo Artistico di Bologna con Cleto Tomba, poi studia alla scuola di Ercole Drei, all'Accademmia di Belle Arti del capoluogo, dove consegue il diploma in Scultura nel 1940.
Partecipa alla seconda guerra mondiale. Durante la battaglia di El Alamein viene catturato dagli inglesi e resta prigioniero per quattro. Nel '46 viene liberato ed è proprio in quegli anni che avrà modo di conoscere, attraverso le riviste britanniche, l'opera di Pablo Picasso e di Henry Moore.
Tornato dalla prigionia, inizia l'attività artistica realizzando piccole sculture in terracotta, poi sperimenta la ceramica e il ferro saldato.
Il suo primo approccio con il bronzo (tecnica della fusione a cera persa), materiale che gli consentirà di esprimere appieno il suo talento, avviene nel 1958 grazie all'intuizione dell'imprenditore Giona Baldisserra.
È ormai presente in tutte le più importanti manifestazioni d'arte nazionali e internazionali.
È stato titolare della cattedra di Scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e poi di Bologna, dove, dal 1981 al 1984, ha ricoperto anche la carica di direttore.
Sposato con la pittrice Romana Spinelli, Quinto Ghermandi ha avuto tre figli: Cristina (deceduta nel 1993), Francesca (famosa fumettista e illustratrice) e Martino (editore).

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: 33/50
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a matita
Trascrizione: Quinto Ghermandi 1970

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