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0032
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Venere che allatta Amore

0032
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Via G. Matteotti, 16 – Cento (FE)

dipinto murale

intonaco staccato/ applicazione su tela/ pittura a fresco
cm
160(a) 138(la)
sec. XVII (1615 – 1617)

n. 0032

Anche questa scena era collocata sul camino della sala a cui questo affresco dava il nome.
La scena colpisce per la particolare freschezza e morbidezza del colorito, tanto da far credere, perfino ai critici del tempo, di essere stato realizzato ad olio e solo dopo un attento studio era possibile discernerne la vera natura.
Entrando all'interno della composizione, il corpo della Venere è collocato prepotentemente in primo piano, protesa indubbiamente verso il riguardante, questo è possibile grazie alla sua posizione in diagonale rispetto la struttura del dipinto.
Soffermandoci sull'iconografia della dea, non si è in grado di riconoscerne immediatamente la natura divina, poiché ciò che il Guercino ha realizzato non è una venere greca uscita dal mare ma una dea uscita dal torbido fondo del Reno, intrisa di toccante umanità "campagnola", così sdraiata a porgere il seno al figlioletto, atto che lo stesso pittore doveva aver visto così tante volte nel contado centese.
Sullo sfondo, adagiato con il proprio carro su una soffice nebulosa scura, riconosciamo l'amante della donna, Marte, che sembra chiudere con la sua presenza un preciso quadro famigliare.

Il contesto pittorico introduce una precisa poetica guercinesca: il teatro degli affetti, cioè la capacità di far commuovere attraverso i sentimenti scatenati dai corpi, senza far riferimento a una bellezza ideale ma a quella umana e "quotidiana".
L'Algarotti ha voluto evidenziare, descrivendo proprio quest'opera, come il Guercino fosse il miglior "coloritore" dell'inizio del Seicento, grazie all'assimilazione della grande tradizione veneta cinquecentesca e dello Scarsellino, oltre ad una personale disposizione antiaccademica.

Bibliografia Malvasia C.C.
Felsina pittrice vite de pittori bolognesi alla maesta christianissima di Luigi 14. re di Francia e di Nauarra il sempre vittorioso consagrata dal co. Carlo Cesare Maluasia fra Gelati l’Ascoso
Bologna
Barbieri
1678
V. II, p.362

Bibliografia Righetti O. C.
Le pitture di Cento e le vite in compendio di varj incisori e pittori della stessa città
Ferrara
Stamperia Camerale
1768
pp. 25-28

Bibliografia Atti G.
Intorno alla vita e alle opere di Gian Francesco Barbieri
Roma
1861
pp. 16-31

Bibliografia Mezzetti A.
Omaggio al Guercino
Bologna
1967
pp. XXVI-XXVII

Bibliografia Roli R.
I fregi centesi del Guercino
Bologna
Patron
1968
pp. 57-97

Bibliografia Bagni P.
Benedetto Gennari e la bottega del Guercino
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1986

Bibliografia Pinacoteca Civica
La pinacoteca civica di Cento. Catalogo generale
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1987
pp. 18-41

Altre informazioni

Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: 1615

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