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trionfo della Fede

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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

Zoboli Giacomo

1681/ 1767

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
98(a) 57(la)
sec. XVIII (1740 – 1745)

n. 65

La corretta ascrizione a Zoboli è riportata da tutta la letteratura, a parte un erroneo riferimento a Consetti da parte di Ragghianti (1939). Nella Nota di alcuni quadri dipinti da Giacomo Filipo Zoboli modenese nel tempo che stava a Roma (BEMo, ms. a.H.I.14), non autografa ma risalente a una scrittura dello stesso pittore, è annotato “AI med.o Sovrano [cioè Giovanni V di Portogallo] la Fede su le nuvole a piedi della Croce, che invita le nazioni all’adorazione con vari Emblemi allusivi alli gradi Ecclesistici, monarchici, colla veduta in lontano della città di Lisbona e demonii cacciati da un angelo” (GUERRIERI BORSOI 1984, pp. 10, 58). Un pagamento recentemente rintracciato da Pier Paolo Quieto permette di precisare che la pala era destinata alla chiesa della Santa Cruz a Coimbra e che Zoboli vi attendeva nel dicembre 1745, quando riceve attraverso il commendator Emanuele Pereira de Sampaio un compenso “per tre disegni fatti per l’Altare della Santa Croce” (QUIETO 1990, pp. 140-142, 162 nota 39). La pala, pesantemente ridipinta, è attualmente conservata nella sagrestia delle stessa chiesa (SALDANHA 1994, p. 27, ripr.). Le si collegano alcuni studi preparatori (Roma, collezione privata: GUERRIERI BORSOI 1984, nn. 67, 68; Spilamberto, collezione privata: NEGRO 1986, p. 250, ripr. a p. 252), nonché il modello qui preso in esame. E probabile altresì che il presente bozzetto vada identificato con il “Trionfo della SS. Croce alto 4 palmi” elencato fra i beni del pittore alla sua morte (ibidem, p. 57); si ricordi però che C. Roli Guidetti (1971, p. 222) ne segnalava un secondo esemplare in una collezione privata bolognese. La documentazione sopra richiamata conferma le induzioni tratte su base stilistica dalla Guerrieri Borsoi, che datava il modelletto all’inizio degli anni quaranta, richiamando i mosaici eseguiti su suo cartone nella cupola della cappella della Madonna della Colonna in San Pietro in Vaticano (1742) e la pala in Santa Maria della Pace a Brescia (1745). La pala di Coimbra costituisce altresì un episodio importante della fortuna che Zoboli ottenne presso la corte portoghese tramite il plenipotenziario a Roma Pereira de Sampaio: per la basilica di Mafra egli aveva eseguito una pala, ora perduta, con La Vergine adorata dai martiri francescani (QUIETO 1990, p. 122), per la quale sopravvivono alcuni disegni preparatori (Roma, collezione privata: GUERRIERI BORSOI 1984, nn. 86-88); tra il 1745 e il 1746 venne pagato per una pala nella chiesa dei Cappuccini Italiani di Lisbona (a nostro avviso non convincentemente identificata da QUIETO 1990, p. 140, con uno dei due dipinti tuttora posti nella cappella maggiore di quella chiesa, raffiguranti lo Sposalizio della Vergine e la Presentazione al tempio) e ancora nel 1756 gli sarà affidata la pala per la cappella Sampaio in Sant’Antonio dei Portoghesi a Roma, il cui modello si conserva in questa stessa sede (n. 66).

Bibliografia Benati D./ Peruzzi L. (a cura di)
Musei Civici di Modena. I dipinti antichi
Modena
Franco Cosimo Panini Editore
2005
pp. 90-93

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