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Madonna con Bambino

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Largo Porta S.Agostino, 337 – Modena (MO)

ambito modenese (?)

dipinto

intonaco staccato/ applicazione su linoleum/ pittura a fresco
cm
112(a) 40,5(la)
sec. XIV (1300 – 1310)

n. 4

Emerse il 29 ottobre 1909 da una parete della cosiddetta Sala dell’Udienza della Pretura nel corso dei restauri effettuati nel Palazzo Comunale (AMCMo, Atti 1910, prot. 15). La porzione superstite contiene parte del fregio che sovrastava l’immagine e traccia della sommità semicircolare della finta struttura architettonica che la conteneva. Il carattere sacrale della raffigurazione lascia pensare a un complesso raffigurante la Maestà e Santi, “quasi canonico per una destinazione municipale” (GUANDALINI 1985). Per attenerci a un contesto emiliano e ad anni molto prossimi, si può richiamare ad esempio la frammentaria Madonna col Bambino in trono nel Palazzo del Capitano di Reggio, alla quale si affiancava forse, in origine, il Busto di santo ora nella Galleria Fontanesi (ARTIOLI 1967, figg. A pp. 27 e 28; BENATI, in La Galleria 1998, p. 44). Considerato nella scia di Tommaso da Modena, oltre il settimo decennio del secolo (GUANDALINI 1985), ovvero in connessione con i suoi inizi (GIBBS 1989), si qualifica per un’impostazione arcaica che conduce a una datazione assai anteriore. Il ricasco ondulato del manto sul capo della Vergine, oltre il quale si intravedono i capelli ancora raccolti nel maphorion di tradizione orientale, e la sottile calligrafia che restituisce i tratti del volto, sembrano infatti dettati dal gusto incipientemente gotico che caratterizza le più antiche espressioni trecentesche in area padana, da Parma a Bologna a Rimini. Anche le dimensioni ridotte dello scollo della Vergine alludono a una datazione precoce che, in base alle affinità con alcune delle più antiche testimonianze del gotico bolognese (le Madonne di San Nicolò degli Albari e di Santa Maria dei Poveri, ripr. in Francesco da Rimini … 1990, nn. 3, 6), si vorrebbe precisare entro il secondo o terzo decennio del XIV secolo. Il dipinto, di provenienza prestigiosa, attesta dunque la presenza anche a Modena di una cultura figurativa legata alla prima diffusione del linguaggio giottesco.

Bibliografia Benati D./ Peruzzi L. (a cura di)
Musei Civici di Modena. I dipinti antichi
Modena
Franco Cosimo Panini Editore
2005
pp. 31-32

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