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motivi a trofei e fiorami

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Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

Horster Friedrich

notizie seconda metà sec. XIX

sciabola

acciaio/ brunitura,
acciaio ,
legno di ebano ,
cuoio ,
legno,
cotone
mm
980(lu)
lunghezza lama 835
secc. XIX/ XX (1888 – 1917)

n. Sala VIII (Prima Guerra Mondiale), n. 61

Sciabola in acciaio brunito, con lama leggermente curva, a un filo e a una punta; guardia a tre rami sottili; impugnatura in ebano a quattro denti di presa, che presenta una cappetta parzialmente zigrinata sul dorso; fornimento con conchiglia per il pollice e ricciolo posteriore; bottone piatto. La lama è incisa ad acquaforte su entrambi i lati, dal tallone fin quasi a metà, con motivi a trofei e fiorami comprendenti l'aquila sabauda coronata con lo stemma crociato sul petto. Ai bracci della guardia è legata la dragona in cuoio nero, la cui nappa finale è costituita da legno ricoperto da cotone anch'esso di colore nero. Al fornimento è collegato anche il moschettone della catenella d'acciaio, il cui passante è inserito nella cinghia di sospensione in cuoio nero che si fissava al fodero della sciabola ed era regolabile in lunghezza attraverso le due fibbie poste alle estremità.

Sciabola da ufficiali modello 1888, appartenuta al capitano Italo Stegher (28 maggio 1894- 25 agosto 1917). Nato a Civitavecchia, Stegher risulta residente a Forlì già dal 1905. Partecipò alla Prima Guerra mondiale, quale Capitano del 208° Reggimento Fanteria, morendo sull'Altopiano della Bainsizza il 25 agosto del 1917: fu colpito con una pugnalata alla testa durante un'incursione notturna di soldati austriaci, penetrati nelle nostre linee travestiti da soldati italiani. Stegher fu decorato con la Medaglia d'argento al Valore Militare il 10 maggio 1916 perchè, seppur ferito durante un bombardamento nei pressi di Rovereto, tornò non appena medicato al comando della propria compagnia; per aver combattuto eroicamente nello scontro che lo portò alla morte fu invece decorato con la Medaglia d'oro al Valor Militare il 25 agosto 1917. Insieme agli altri cimeli conservati nella medesima vetrina, la sciabola fu donata dalla sorella del capitano in data non accertata. Le sciabole in uso presso la Forze Armate italiane allo scoppio del conflitto 1915-18 erano quasi tutte di origine ottocentesca ed non venivano impegnate in combattimento, ma fungevano soprattutto quale insegna di grado. La sciabola in esame, dunque, è quella modello 1888, che venne riutilizzata durante la Prima Guerra Mondiale, dopo essere stata brunita per ragioni mimetiche. L'oggetto in esame presenta strette assonanze con i prodotti usciti dalla bottega dell'armaiolo tedesco Friederich Horster, attivo tra il 1825 e il 1875 a Solingen, anche se la brunitura non permette di leggerne la firma.

Bibliografia Calamandrei C.
Lame in guerra. Storia delle armi bianche italiane dal 1900 al 1945
Firenze
Olimpia
1997
pp. 14, 93

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo//numeri arabi
Tecnica di scrittura: a mano
Trascrizione: ST. 1

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