
produzione francese
elmetto
n. Sala VIII (Prima Guerra Mondiale), n. 150 o 333
Elmetto in acciaio, tinto di grigio-blu, composto da quattro elementi: la calotta, la visiera, il coprinuca e il crestino, utilizzato quest’ultimo per coprire il foro di aerazione praticato sulla parte sommitale della calotta. Il copricapo è completo di soggolo in pelle marrone, provvisto di una piccola fibbia per regolarne la lunghezza e ancorato alla calotta grazie a due gancetti metallici ad occhiello; è invece ormai privo di imbottitura interna, anche se sono visibili due delle quattro parti in lamierino ondulato che sostenevano la cuffia in pelle (delle altre rimangono solo le due graffe metalliche di aggancio). L'elmo presenta sul davanti il fregio a rilievo della fanteria francese che riporta le lettere "RF" (Republique Francaise) scritte sulla granata ed è inserito in due fessure create appositamente nella parte anteriore della calotta.
Elmetto "Adrian mod. 1915" di produzione francese, ma distribuito in numero limitato alle truppe italiane a partire dall'ottobre del 1915. Al momento dell'entrata in guerra, l'Italia infatti non disponeva per le proprie truppe di un modello di elmo metallico; esso risultava invece fondamentale nella nuova guerra di trincea, in cui molti soldati morivano in seguito alle ferite riportate alla testa. Dopo alcune sperimentazioni, si scelse dunque di adottare il modello francese “Adrian”: nato ufficialmente nel maggio del 1915, venne così definito dal nome del colonnello dell’Intendenza Generale dell’esercito francese che propose il prototipo, la cui forma derivava dai caschi d'ottone mod. 1885 dei Sapeurs-Pompiers di Parigi. L'elmo in esame rappresenta uno dei pochi copricapi francesi acquistati in prova dal nostro esercito a partire dall’autunno del 1915: esso è caratterizzato infatti sia dalla tipica verniciatura francese in grigio-blu, che dal fregio frontale della fanteria francese (la sigla RF indicava la “Republique Francaise”). L'imbottitura (in questo caso assente) consisteva in una striscia di panno e in una cuffia costituita da patte di pelle di forma triangolare; essa veniva fissata all’elmo mediante quattro coppie di linguette metalliche saldate anteriormente, posteriormente e lateralmente all’interno della calotta; tra le linguette e l’imbottitura erano presenti quattro sottili lamierini ondulati che venivano posizionati per migliorare l’aerazione dell’elmo. Nel 1916 incominciò ad essere prodotto in Italia un tipo nostrano di elmo Adrian, che prese il nome di "Adrian mod. 1916" e che si differenziava dal modello francese sia per la colorazione grigio verde (voluta per uniformare il copricapo alla tinta della divisa mod.1907), sia per la struttura, composta di soli due pezzi, calotta e crestino, contro i quattro elementi del modello originario (calotta, crestino, visiera e paranuca). Il modello italiano risultava però meno robusto rispetto al prototipo francese, sia per le rifiniture meno accurate che per la qualità inferiore dell'acciaio utilizzato. Nonostante ciò, esso sostituì gradatamente il modello francese 1915 e venne impiegato in enormi quantità in ogni zona del fronte e per tutta la durata del conflitto, restando in dotazione di alcuni reparti persino fino alla seconda guerra mondiale.
Bibliografia
Mantoan N.
Armi ed equipaggiamenti dell’esercito italiano nella grande guerra 1915-1918
Novale Valdagno
Gino Rossato
1996
pp.49, 52