
cofanetto
n. Sala VIII (Prima Guerra Mondiale), n. 69
Cofanetto in legno rivestito di tela nera e foderato esternamente di pelle rossa, decorata a impressione con motivi floreali dorati, e internamente di velluto nero. In origine era chiuso sul davanti da due ganci in ottone, di cui uno è andato perso. All'interno è contenuta corrispondenza varia, divisa da foglietti quadrettati in quattro sezioni: "1915", "1916", "1917" e "VARIE".
Il cofanetto apparteneva al capitano Italo Stegher (28 maggio 1894- 25 agosto 1917), nato a Civitavecchia, ma residente a Forlì dal 1905. Egli partecipò alla Prima Guerra mondiale, quale Capitano della settima compagnia del 208° Reggimento Fanteria "Taro", morendo sull'Altopiano della Bainsizza, a quota 549, il 25 agosto del 1917: fu infatti colpito con una pugnalata alla testa durante un'incursione notturna di soldati austriaci, penetrati nelle nostre linee travestiti da soldati italiani. Fu decorato con la Medaglia d'argento al Valore Militare il 10 maggio 1916 perchè, seppur ferito durante un bombardamento nei pressi di Rovereto, tornò non appena medicato al comando della propria compagnia; per aver combattuto eroicamente nello scontro che lo portò alla morte fu invece decorato alla memoria con la Medaglia d'oro al Valor Militare il 19 agosto del 1921. Insieme ad altri cimeli conservati nella stessa vetrina, il cofanetto fu donato dalla sorella del capitano in data non accertata.
Nello specifico esso contiene: quaranta quattro cartoline postali in franchigia dirette alla madre Clotilde; ventinove lettere, complete di busta, dirette sempre alla madre; una lettera diretta al fratello Aldo Stegher; una cartolina postale illustrata proveniente da Ala (Trento), senza destinatario; due poesie autografe; un biglietto da visita del prof. Vittorio Stegher, con nel retro una poesia di Victor Hugo; una cartolina postale illustrata da Civitavecchia diretta a Jole Stegher, firmata "Emilia P."; una lettera dattiloscritta del Comando del Presidio Militare di Forlì, firmata dal capitano Tito Mirenghi e diretta ad Aldo Stegher.