
medaglia al valore militare
n. Sala Prima Guerra Mondiale, n. 22
n. Sala Guerra 15-18, n. 41
Medaglia bronzea con nastrino di seta azzurro completo di fascetta con data ("18 novembre 1935- a XIV") e stella. Al diritto essa presenta, al centro, lo stemma sabaudo coronato entro due rami legati in basso da un nastro e, nel giro, la scritta "AL VALORE MILITARE; al rovescio, al centro, una corona di lauro anepigrafe. La medaglia è inserita in un festone di lauro fruttato in cui appare in basso un cartiglio con il motto "oro alla patria".
Medaglia al Valor Militare appartenuta al marchese Fulceri Paulucci de Calboli (1893- 1919), tenente di complemento del Reggimento Savoia Cavalleria. Laureato a Genova nel 1914, il marchese era intenzionato a seguire le orme paterne intraprendendo la carriera diplomatica, quando l'imminenza della guerra lo spinse ad arruolarsi nell’ottobre del 1914 nel plotone allievi ufficiali del reggimento Saluzzo a Milano. Ne uscì ufficiale nel 1915 e fu tra i primi soldati italiani a varcare i confini nel maggio dello stesso anno. Dimostrò coraggio non comune, quando, sebbene ferito due volte nelle battaglie dell'Isonzo tra il 1915 e il 1916 e ormai inabile alla guerra, volle comunque rimanere al fronte e chiese di essere assegnato al reparto di artiglieria da campagna. Il 18 gennaio 1916, presso Dosso Faiti, durante un turno di riposo si recò volontariamente ad un osservatorio di prima linea mentre si svolgeva un attacco nemico, in cui riportò una ferita che lo ridusse sulla sedia a rotelle e nel 1919 alla morte. Fu per questo decorato con la Medaglia d’oro al Valor Militare, che gli fu consegnata in ospedale dal Duca di Savoia, Emanuele Filiberto, il 27 gennaio 1916.
La medaglia bronzea in esame è proprio quella sostitutiva della Medaglia d'oro al Valor Militare che venne consegnata ai militi o ai familiari dei caduti (come in questo caso) che nel 1935, rispondendo all''iniziativa del Consiglio Direttivo del Gruppo Medaglia d'Oro al Valor Militare d'Italia, offrirono al Governo Nazionale Fascista le proprie medaglie d'oro come atto di solidarietà contro le sanzioni economiche sancite dalla Società delle Nazioni il 18 novembre del 1935 a causa della dichiarazione di guerra all' Etiopia.