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Russi

Museo dell'Arredo Contemporaneo e Galleria del Museo

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S.S. 253, via San Vitale 1/1 – Russi (RA)

Guerzoni Mario (progetto)

1884/ 1956

Sottsass Ettore (progetto)

1917/ 2007

Alison Filippo (progetto)

Chigiotti Giuseppe (progetto)

Grawunder Johanna (progetto)

Notizie storiche: progetto e costruzione

L'opera, progettata da Ettore Sottsass tra il 1992-1993, è uno spazio aperto/chiuso semplice nella sua complessità.
La costruzione sorge nel territorio di Russi ed è un colorato, labirintico patio di mq 650 che si accosta lungo il lato di un ex capannone industriale, dalla configurazione geometrica molto semplice che, nella seconda metà degli anni Ottanta, è stato trasformato in spazio museale a gestione privata, più precisamente in Museo dell'Arredo Contemporaneo.
L'aggiunta sottsassiana, dunque, ha la funzione di mediare il passaggio della luce dal chiuso all'aperto, dal definito ambito spaziale interno all'indefinito paesaggio esterno.
Il Museo dell'Arredo Contemporaneo, nato per iniziativa di Raffaello Biagetti, per la sua realizzazione e definizione del suo carattere si è avvalso dell'appoggio di una commissione d'esperti composta da Giovanni Klaus Koenig, Giuseppe Chigiotti, Filippo Alison.
L'intervento di Sottsass per il Museo dell'Arredo Contemporaneo si presenta come una sorta di cortile alberato, chiuso su tre lati da pareti di cemento dal disegno "a portici", dipinte in maniera alternata, all'esterno e all'interno, di blu e di bianco.
Il lato della nuova costruzione addossato all'edificio esistente è rivestito in mosaico di vetro; si tratta di un'immagine forte, volta a polarizzare su di sé l'attenzione del visitatore, un interessante elemento d'attrazione che caratterizza la compressa spazialità dell'organismo; non a caso, per la penetrante valenza iconica concentrata in esso, la sua sagoma è stata assunta come logo della galleria.
«Il colore in certi casi», osserva Sottsass, «può svelare o perlomeno sottolineare il momento del passaggio tra l'esterno e l'interno. Nell'architettura mediterranea antica questo passaggio era disegnato dalla presenza del patio: tu entravi, ma non eri ancora nella casa, entravi in una zona con la luce più calma, in una zona quasi senza suoni, di solito con un albero, una panca. Nell'antichità c'era il disegno di un luogo che ti spingeva a una certa concentrazione, una certa ritualità. Anche un certo rispetto, una certa pazienza».

Dove si trova

S.S. 253, via San Vitale 1/1

Russi

(RA)

PatER