
Sassuolo
Notizie storiche: progetto e costruzione
Il progetto interviene su un preesistente edificio realizzato nel 1909 come nuova Scuola Elementare del Capoluogo, destinato a partire dalla fine degli anni sessanta a Scuola materna e Scuola Media. A seguito del rilevamento di un abbassamento della quota di fondazione, l’edificio viene nel 1989 demolito interamente ad eccezione della facciata est su via XX Settembre. A partire dall’anno seguente con l’approvazione del piano particolareggiato, sul sedime del precedente edificio viene realizzata la sede degli uffici comunali, su progetto di Guido Canali, che dispone i nuovi volumi in aderenza al fronte rimasto dell’edificio preesistente.
Le relazioni tra il nuovo complesso e la porzione di città limitrofa sono al centro della definizione planimetrica, in particolare del piano terra, impostato su un percorso longitudinale di attraversamento nord-sud che congiunge le due strade perimetrali l’isolato, collegandoli in malo modo agevolmente tra loro, assecondando e declinando anche da questo punto di vista, la destinazione e la valenza “pubblica” dell’edificio.
Le attività amministrative e commerciali si dispongono lungo questa galleria centrale illuminata dall’alto attraverso un lucernario a due falde appena inclinate, sostenute da sottili profili in acciaio e irrigidite da controventature diagonali lasciate a vista. Alle due estremità si sviluppano due spazi assimilabili a piazze; quello posto a nord è in realtà la hall a tutta altezza del Municipio, separata dalla galleria pubblica da una vetrata; gli uffici dislocati ai vari livelli sono tutti resi accessibili mediante ballatoi quadrati sospesi a tiranti in acciaio, alla pari dei collegamenti verticali.
Il tema del ballatoio ricorre anche nei livelli superiori (primo e secondo) del complesso: in primo luogo in corrispondenza dell’atrio meridionale, in cui si recupera la geometria quadrangolare, e al di sopra della galleria. Questi ultimi passaggi garantiscono l’accesso ad alcuni uffici secondari incorporati come i negozi del piano terra nel blocco di facciata, e il collegamento ai corpi scala esterni, siti alle estremità del blocco stesso e inclusi in eleganti scatole in vetro e acciaio.
L’aggancio tra il nuovo edificio e il muro superstite sembra voler accentuare la discontinuità tra le due fasi costruttive, e con essa la sostanziale bidimensionalità della facciata, intesa quasi come quinta scenografica. A ricomporre questa dicotomia interviene in prima analisi il trattamento delle superfici esterne del complesso, realizzate con ampi setti rivestiti in laterizio a vista (alla pari della preesistenza) intercalati da vetrate a tutta altezza intelaiate in acciaio. Lo stesso dialogo tra materiali differenti è riprodotto in facciata, dove quattro portali in vetro trasparente sono ritagliati nella serrata sequenza di ampie finestre su due livelli; di questi portali, i due più centrali hanno si sostituiscono all’ accesso sul lato Est, mentre il vecchio ingresso è oggi chiuso da una vetrata che lascia trasparire l’articolazione del corpo scala collocato all’interno.
La valenza urbana, la chiarezza della geometria e della distribuzione, il rigore della composizione e della costruzione e i materiali lasciati nella loro semplicità espressiva, fanno di questo edificio una delle più significative espressioni della poetica dell’architetto.
"1-401, 2-591"
viale XX Settembre
Sassuolo
(MO)