
Carpi
BBPR (progetto)
1932/ 2004
Notizie storiche: progetto, restauro e cambio d'uso
L’intervento, avviato a partire dal 1983 s’inserisce nel più ampio ripensamento della porzione nord-orientale del centro storico all’epoca in uno stato di abbandono e degrado, e dell’area immediatamente limitrofa caratterizzata dalla presenza di edifici incongrui come: l’edificio delle Poste, il condominio degli anni Sessanta, tre piccoli edifici residenziali dello stesso periodo, lacerti industriali e isolati non conclusi come: il vecchio tessuto della bocciofila e il sedime della Manifattura Tabacchi demolita.
Il progetto di piazza della Meridiana ha inteso operare una ricucitura di questi differenti poli, accettandone la diversità formale e volumetrica ed operando una ricucitura attraverso il disegno dello spazio aperto e dell’arredo urbano ridefinito e caratterizzato in relazione alle presenze costruite. Una porzione dell’area ex industriale è, infatti, destinata a parcheggio, su cui svetta la mole del condominio, mentre la restante parte della superficie è delimitata da un segno curvilineo posto in diagonale che definisce una zona pedonale pavimentata leggermente sopraelevata, su cui affaccia il prospetto dell’edificio delle poste con il suo linguaggio “brutalista”. In quest’area, la Meridiana realizzata dallo scultore Raffaele Biolchini oltre a dare il nome alla piazza, stabilisce un fulcro visuale. L’area si completa poi con gli spazi a verde che lambiscono il fronte del convento di San Rocco.
Le vicende di quest’ultimo risalgono all’inizio del 1500 quando a seguito dei lavori di demolizione del quartiere di Sant’Anna e della chiesa dei Servi, abbattute per esigenze di adeguamento della dotazione difensiva della città. L’area individuata per la realizzazione del nuovo complesso della congregazione dei padri Serviti, è il terreno libero del rione Terranova posto al confine nord-est della città. Terminato nel Seicento e ampliato nel Settecento, il convento subisce a partire dalla metà del XIX secolo numerosi cambi di destinazione d’uso (botteghe, residenze) e un progressivo abbandono fino a quando, acquistato del comune nel 1976, viene individuato come sede di importanti istituzioni culturali della città come: l’Istituto musicale “Antonio Tonelli”, la sede della Banda città di Carpi, la Fonoteca e la Biblioteca musicale, mentre la chiesa viene riconvertita ad auditorium.
Il progetto di riconversione è affidato a Ludovico Barbiano di Belgiojoso, all’epoca unico membro vivente dello studio BBPR che aveva già operato in città realizzando nel cortile del castello il Museo Monumento al deportato politico e razziale. La destinazione degli ambienti necessari alle nuove attività si adatta all’esistente senza apportare stravolgimenti alla distribuzione e alla tipologia della preesistenza, operando di volta in volta la scelta ideale per la conservazione degli spazi in cui vengono restituite, laddove presenti, le qualità date da apparati decorativi fortemente compromessi o nascosti da superfetazioni come: affreschi, soffitti lignei, cromi risalenti alla prima epoca di costruzione.
Anche i nuovi inserimenti e le moderne dotazioni impiantistiche hanno rispettato questa generale impostazione progettuale rivolta alla conservazione. Particolarmente significativo, l’inserimento di porte fonoassorbenti disegnate con i motivi decorativi originali delle finte-porte della galleria dell’ala est, o della nuova scala metallica inserita in un vano già in parte esistente nell’ala sud accanto all’ingresso, che utilizza per le pedate sottili pannelli tipo Honeycomb usati nell’ingegneria aereospaziale, la cui leggerezza consente al nuovo elemento di distinguersi e al tempo stesso di armonizzarsi con l’edificio storico.
via San Rocco 5
Carpi
(MO)