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0037
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Riposo dalla fuga in Egitto con San Giovannino

0037
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Viale Martiri della Libertà, 34 (sez. Storica); Viale Jacopo Barozzi (sez. Contemporanea) – Modena (MO)

dipinto

tela/ pittura a olio
cm
316(a) 220(la)
sec. XVII (1630 – 1635)

n. –

La pala d’altare raffigura una scena del riposo dopo il ritorno dalla fuga in Egitto, con l’incontro fra Gesù e San Giovannino. Al riparo di una quinta naturalistica di rocce e alberi, sulla sinistra, San Giuseppe sostiene il Bambino stante, in atto benedicente, rivolto a San Giovannino in procinto di inginocchiarsi, accostato da San Giuseppe; ai suoi piedi giace a terra la croce con il cartiglio, attributo distintivo di San Giovanni Battista. Sulla destra, la Madonna, stante, si volge verso il Figlio indicando un passo del libro che tiene con la mano sinistra. Mentre in lontananza s’intravedono angeli che fanno pascolare l’asinello della Sacra Famiglia, nella parte superiore della tela tre angioletti raccolgono in volo i datteri da una palma, secondo un noto episodio dai Vangeli apocrifi (si veda Martinelli Braglia G., in L. Bedini, J. Bentini e A. Mazza, L’esercizio della tutela. Restauri tra Modena e Reggio Emilia (1985-1998), Modena 1999, pp. 128-129).

Il dipinto proviene dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie di Modena, ove è citato dalle fonti storiografiche (Lazarelli 1714; Pagani 1770; Sossaj 1841; Campori 1855); non ne è documentato il passaggio nella chiesa delle monache da San Geminiano, dove era collocata sull’altare maggiore. Attribuito ad autore bolognese (Alfonso Garuti), e quindi a Jacopino Consetti sulla base di una inesatta interpretazione documentaria (Enrichetta Cecchi), il dipinto veniva assegnato a Francesco Gessi da Graziella Martinelli Braglia con l’avallo di Angelo Mazza, e come tale veniva esposto nella mostra “Arte in convento” presso la Chiesa di San Paolo di Modena, 1998. Come momento stilistico, l’opera sembra non distante dall’Immacolata in San Nicolò di Carpi, databile fra il 1632 e il ’33. Vi si vede ribadita l’emancipazione lessicale dalla coeva poetica di Reni, nella distanza interpretativa, sotto il segno degli affetti, rispetto al classicismo del celebre maestro bolognese.
Non vi sono documenti che attestino le modalità d’acquisizione dell’opera al Pio Istituto Orfanelle di San Geminiano di Modena, insediatosi nel quattrocentesco monastero delle Agostiniane di San Geminiano (in precedenza sede di ospedale), Istituto che nel 1998, assieme all’Educatorio Provinciale San Paolo di Modena, costituì la Fondazione San Paolo-San Geminiano di Modena, divenuta nel 2007 ASP, Agenzia Servizi alla Persona – Comune di Modena.

Bibliografia Campori G.
Gli artisti italiani e stranieri negli Stati Estensi. Catalogo storico corredato di documenti inediti
Modena
Tipografia della Regia Deputazione della Camera
1855
p. 241

Bibliografia Cecchi Gattolin E. (a cura di)
I disegni dei Consetti nelle collezioni della Biblioteca Civica di Storia dell’Arte Luigi Poletti : Jacopino e Antonio Consetti, Modena 1651-1726, 1686-1766
Modena
Panini
1982
p. 10

Bibliografia Bentini J. (a cura di)
L’arte degli Estensi. La Pittura del Seicento e del Settecento a Modena e a Reggio
Modena
Edizioni Panini
1986
p. 192

Bibliografia Martinelli Braglia G. (a cura di)
La chiesa di San Paolo a Modena. Otto Secoli di storia
Modena
1998
pp. 42-44

Bibliografia Martinelli Braglia G.
Bedini L./ Bentini J./ Mazza A. (a cura di)
L’esercizio della tutela. Restauri tra Modena e Reggio Emilia (1985-1998)
Modena
1999
pp. 129-131

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