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vaso biconico

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Via F.lli Canova, 49 San Lazzaro di Savena (BO)
vaso biconico
argilla ad impasto semidepurato lisciatura a stecca
cultura villanoviana
sec. VII a.C. (700 a.C. – 650 a.C.)
cm 42,5 (a) 41 (d)

n. 132382

Vaso biconico con orlo arrotondato, labbro svasato, collo troncoconico, spalla convessa, ventre a profilo quasi rettilineo rastremato verso il fondo piano; ansa a maniglia a bastoncello, con insellatura centrale, impostata obliquamente sulla spalla. Decorazione incisa a pettine: sul collo motivo a meandri verticali compreso tra due fasce orizzontali parallele; sulla spalla motivi angolari contrapposti copresi tra due fasce orizzontali parallele.

Il biconico si presentava, al momento del rinvenimento, in associazione con la scodella con n° inv. 132383.
Al suo interno erano deposti una gran quantità di oggetti personali in bronzo, tra cui numerose fibule e due tintinnabuli (nn° inv. 132427 – 428) con relativo mazzuolo (n° inv. 132430).
La tipologia in esame ne consente un inquadramento ai primi decenni del VII secolo a.C., coerentemente con la cronologia complessiva della sepoltura.
ll vaso biconico è forse l'oggetto più caratteristico della cultura villanoviana. In ambito funerario, dove il rito prevalente era costituito dall'incinerazione, esso era utilizzato come contenitore delle ceneri del defunto – accuratamente raccolte e deposte al suo interno – ed era poi coperto da una scodella rovesciata. All'interno del vaso potevano essere deposti oggetti personali del defunto, frequentemente in bronzo e spesso in grande quantità; talvolta il rinvenimento di fibule in aderenza alle pareti o alla spalla del biconico ha fatto ritenere che esso fosse avvolto da un panno o un drappo.
Tale cinerario era solitamente in terracotta ma in alcuni, eccezionali, casi poteva essere realizzato in bronzo o sostituito da un vaso di altra forma. Prima della sepoltura il vaso biconico veniva privato di una delle anse, per sottolinearne la fine nell'uso quotidiano (dove era utilizzato come contenitore per liquidi) e segnarne il definitivo passaggio nell'aldilà; ciò porterà progressivamente alla produzione di biconici con un'ansa sola, destinati fin dall'origine al mondo funerario.
A causa dell’estrema varietà delle forme, tipica di produzioni manuali poco standardizzate, risulta difficile la definizione di tipologie precise, almeno fino al VII secolo a.C., quando l’introduzione di nuove tecniche di fabbricazione permetterà di ottenere vasi di grandi dimensioni con forme omogenee, consentendo una maggiore precisione nella definizione dei tipi.

Bibliografia Forte M./ von Eles P. (a cura di)
La pianura bolognese nel villanoviano. Insediamenti della prima età del Ferro
Firenze
1994
p. 266, n. 1

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