
n. 165
Piatto in argilla rosata, vernice nera abbastanza lucente. Vasca a profilo leggermente concavo; labbro a tesa; piede troncoconico. Sul fondo interno disco di accatastamento; in prossimità del piede impronte di immersione e all'interno di esso gocciolature di vernice. All'esterno della vasca, presso l'orlo, è graffito il numerale XVI.
L'origine della ceramica a vernice nera va collocata in Grecia attorno alla metà del VI sec. a.C., quando inizia una produzione di vasi completamente rivestiti di un nero lucente con spiccata accentuazione delle forme piuttosto che della decorazione. Questa ceramica è stata esportata in modo ineguale verso le diverse zone del Mediterraneo occidentaleIn seguito essa si rarefà considerevolmente ed ovunque le produzioni occidentali cominciano a sostituire le importazioni dalla Grecia. E' difficile indicare con precisione in quale momento cominci la produzione di ceramica a vernice nera nel suolo della nostra penisola, perché in realtà le officine cominciano molto presto, specie in Campania, ad imitare questo tipo di ceramica attica. E' però soprattutto attorno agli inizi del IV sec. a.C. che si registra l'intensificarsi di tali produzioni. Dopo qualche decennio di imitazione dei modelli greci e di persistenza nelle tradizioni ceramiche locali, esse acquistano una loro precisa individualità, avviandosi verso un repertorio più originale che si evolve in modo autonomo fino all'incirca agli ultimi decenni del I sec. a.C.
Il favore incontrato da tale ceramica e la sua lunga persistenza fino alle soglie dell'epoca augustea hanno come conseguenza il moltiplicarsi di officine e di categorie locali, che si distribuiscono cronologicamente lungo tutto l'arco dell'età ellenistica ed arealmente un po' dovunque nella penisola italiana e nel bacino del Mediterraneo. Il gruppo di vasi giunto alla collezione Venturini da Rudiae e da Taranto si presenta piuttosto omogeneo ed è certo interamente di produzione apula: lo dimostrano i numerosi confronti che si possono istituire con materiale conservato presso i musei locali o proveniente da contesti tombali della stessa area. Da un punto di vista cronologico sono prevalentemente collocabili entro la seconda metà del IV sec. a.C., ma non mancano esemplari di età posteriore.
Per il piatto in esame la provenienza da Rudiae non è sicura.
Produzione dell'Italia Meridionale, III sec. a.C.
Bibliografia
Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 50-51, 53