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023
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kantharos

023
023
Viale Zaganelli, 2 Massa Lombarda (RA)
kantharos
argilla verniciatura
ambito apulo
sec. IV a.C. (329 a.C. – 300 a.C.)
4.3 (a) diametro orlo 6//diametro piede 3,1

n. 169

Piccolo kantharos in argilla rosata, vernice nera abbastanza lucente, sovraddipintura in rosso. Corpo campaniforme; orlo svasato; piede a cercine; ansette verticali impostate poco sotto l'orlo e nel punto di massima espansione del corpo. Fra le anse (A=B) piccolo volatile verso sinistra, delimitato da due elementi rettilinei verticali.

Per ceramica suddipinta si intende una serie di prodotti fittili, particolarmente frequenti nel corso del IV sec, e in parte del III sec. a.C., caratterizzati da una decorazione a colori sovrapposti – per lo più bianco, giallo o rosso – ad un fondo interamente verniciato di nero. I vasi della collezione sono rappresentativi del più fiorente gruppo di questo artigianato in ambito italico: quello dell'Apulia. Fra la ceramica suddipinta apula la classe più conosciuta, certo per la migliore qualità dei suoi prodotti e la maggiore diffusione commerciale, è la ceramica di Gnathia, che deriva il proprio nome dal primo centro in cui fu rinvenuta nel secolo scorso e di cui si riteneva originaria.
In realtà molte erano probabilmente le officine che fabbricavano ceramica di Gnathia: certo tutto il brindisino ed altri siti come Taranto, Rudiae, Rocavecchia, Ruvo, Canosa. Fra essi va ripartita un'esuberante produzione che iniziata attorno al 360 a.C. raggiunge i primi decenni del III sec., fino a circa il 270 a.C.
Accanto alla ceramica di Gnathia vanno annoverati altri gruppi vascolari a decorazione sudddipinta che hanno con essa strette affinità, pur svolgendo argomenti indipendenti. Fra questi c'è il Gruppo del Cigno Rosso, datato alla seconda metà del IV sec. a.C., che prende nome dalla raffigurazione di tale volatile circondato da corone d'alloro su coppe a basso piede, piccole oinochoai e piatti realizzati da questa officina.
Il kantharos illustrato in questa scheda offre appunto un esempio dei prodotti di altre officine operanti in suolo apulo con la tecnica della suddipintura: può essere accostato al Gruppo del Cigno Rosso sulla base della somiglianza della figura del volatile.
Mancano notizie sulla provenienza del reperto.
Cfr. per la forma CVA Sèvres, tav. 24 46, 26 (con lo stesso volatile su di una sola faccia); CVA Parma, II, tav. 9,9; Chieco Bianchi Martini, p. 137, fig. 43,6; Marin, p. 109, F XIV,8; per la decorazione Beazley, p. 223 sgg.
Ultimo trentennio del IV sec. a.C.

Bibliografia Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 42-45

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