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010
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lekythos a corpo nero

010
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Viale Zaganelli, 2 Massa Lombarda (RA)
lekythos a corpo nero
argilla verniciatura
officina del Pittore della Megera
sec. V a.C. (450 a.C. – 450 a.C.)
12 (a)

n. 203

Lekythos a corpo nero in argilla beige-rosata, vernice nera poco coprente. Sulla spalla doppia raggiera di trattini verticali. Immediatamente sotto la spalla motivo decorativo a meandro schematico ricorrente. Resto del corpo interamente verniciato, come pure bocchello, ansa e piede.

L'importanza politica ed economica raggiunta da Atene nel VI sec. a.C. si riflette pienamente nella produzione della ceramica che ben presto si diffonde ovunque invadendo anche il mercato etrusco, in cui per oltre un secolo il vasellame corinzio aveva esercitato un dominio incontrastato.
A rappresentare la ceramica attica nella collezione Venturinisono tre lekythoi , fra cui il presente esemplare, di provenienza selinuntina. La loro qualità assai modesta si accompagna per contro ad una notevole espansione di questi prodotti in tutto il bacino del Mediterraneo.
Sono vasi usciti dall'officina del Pittore della Megera, personalità poco appariscente nell'articolato quadro della ceramografia attica del secondo quarto del V sec, e poco oltre.
La mediocrità della sua produzione, limitata a lekythoi a figure nere di esecuzione spesso meccanica ed affrettata, sembra riscattarsi soltanto nel vaso con la scena delle torture inflitte dai Satiri ad una Lamia, un'orribile vecchia che gli ha valso il nome di Beldam Painter. Da questa officina escono anche numerose lekythoi a corpo nero e a palmette, non di mano del Beldam Painter, ma realizzate da altri operatori della sua bottega. Grazie al loro carattere di prodotti correnti e di costo limitato esse trovano una larga diffusione fuori dalla Grecia per raggiungere anche paesi lontani come la Spagna e l'Egitto.
Il recipiente, simile ad un'ampolla con una sola ansa, era in origine destinato a contenere olio ed il suo uso era quasi esclusivamente funerario. Il primitivo carattere di oggetto utilitario si perde definitivamente attorno alla metà del V sec. quando si affermano le lekythoi a fondo bianco, in cui i ceramografi attici svolgono sovente temi di carattere funebre.
La lekythos a corpo nero proviene da Selinunte, dono Daretti (1878).
Officina del Pittore della Megera – Fine secondo quarto del V sec. a.C.
Cfr. CVA Bucarest, I, tav. 31, 12; CVA Capua, Il, tav. 23, 10-11; Corinth XIII, tav. 41; esemplari simili con doppio meandro: CVA Torino, Il, tav. 17,2; CVA Gela, IV, tav. 43,5-7 (con numerosissimi riferimenti).

Bibliografia Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 35-37

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