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007
007

piattello

007
007
Viale Zaganelli, 2 Massa Lombarda (RA)
piattello
bucchero nero
età etrusca
sec. V a.C. (499 a.C. – 400 a.C.)
1.6 (a) diametro orlo 10,7//diametro piede 5,2

n. 79

Piattello in bucchero nero, con vasca poco profonda; labbro orizzontale a tesa; piede a listello.

Il termine bucchero designa una classe vascolare dalla caratteristica colorazione nera, in superficie come nella pasta, prodotta esclusivamente in Etruria e di cui rappresenta una delle creazioni più tipiche. La sua fabbricazione costituisce una soluzione originale nel campo della tecnica: non frutto di semplici espedienti quali l'aggiunta all'argilla di polvere di carbone, manganese, torba, o la fumigazione, come è stato sostenuto in passato, ma di un processo di cottura in assenza d'aria simile a quello usato per la realizzazione del carbone di legna.
Di origine piuttosto antica – appare infatti già in corredi funerari del primo quarto del VII sec. a.C. – perdura fino a dopo la metà del V sec. a.C. ed anche oltre, sia pure con prodotti più modesti o di qualità diversa da quelli delle età precedenti.
Estremamente articolata si presenta la gamma delle forme ove, accanto ad elementi ancora di tradizione villanoviana derivati dalla ceramica d'impasto, si ritrovano morfologie ispirate ai più svariati prodotti circolanti sui mercati etruschi: dalla ceramica d'importazione – protocorinzia, corinzia ed attica – al vasellame metallico e in avorio.
Se pure diffuso anche al di fuori del territorio propriamente etrusco o di diretta influenza etrusca, a riprova di un'attività commerciale assai intensa con i paesi del bacino del Mediterraneo, il bucchero non conosce imitazioni con la sola eccezione delle anfore cosiddette "nicosteniche", perché ad esse si è largamente ispirato il vasaio attico Nicostene, attivo nell'ultimo venticinquennio del VI sec. a.C. e padrone di un'officina prosperosa che lavorava soprattutto per l'Etruria.
La fabbricazione del bucchero conosce fasi cronologiche diverse: dalle più antiche pareti sottili e ben lucidate con decorazioni graffite o puntinate si passa gradatamente a pareti sempre più spesse, fino a giungere al cosiddetto "bucchero pesante". E' questo il momento – siamo nel VI sec. a.C. – in cui diventa attivo il centro di Chiusi che produce, quasi in esclusiva, ceramica dalle dimensioni rilevanti e spesso arricchita da ornati plastici di grande varietà figurativa.
Il bucchero chiusino è inoltre caratteristico per un impasto scarsamente depurato e poco compatto, a superficie talvolta non realmente nera, ma con una grande gamma di sfumature che vanno dal bruno al rossastro.
Nella collezione, tale produzione è rappresentata da una coppetta su alto piede (nctn 0005) con figure plastiche, di un tipo che è frequente oltre che a Chiusi in altri centri dell'Etruria con varianti morfologiche e decorative tipicamente locali.
Proveniente da Chiusi (?).
V sec. a.C.

Bibliografia Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 32-34

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