Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

004
004

alabastron a fondo carenato

004
004
Viale Zaganelli, 2 Massa Lombarda (RA)
alabastron a fondo carenato
argilla verniciatura
ambito etrusco
secc. VII a.C./ VI a.C. (610 a.C. – 550 a.C.)
9.1 (a) 3.5 (d)

n. 191

Alabastron a fondo carenato in argilla crema-rosata, vernice bruna. Sul bocchello raggiera di trattini verticali; sull'ansa quattro fasce orizzontali; sulla spalla serie di linguette. Sul corpo due teorie di animali (cani?), tre nel fregio superiore e quattro in quello inferiore, gradienti verso destra e compresi tra fasce a vernice piena e filettature a vernice diluita.

La disponibilità del mercato etrusco nei confronti della ceramica corinzia appare già agli inizi del VII sec. a.C., ma la richiesta aumenta considerevolmente attorno al terzo quarto dello stesso secolo, quando giungono i prodotti figurati del protocorinzio tardo e del transizionale. L'aumento del consumo comporta ovviamente Io stanziamento in Etruria di botteghe che danno vita alla classe vascolare denominata etrusco-corinzia.
Se inizialmente la produzione è legata a personalità artistiche di educazione sicuramente greca, già al finire del VII sec. nascono sulla loro scia altre officine la cui fervida attività provoca un irraggiamento verso i più importanti centri dell' Etruria.
La grande fioritura della ceramica etrusco-corinzia si ha tra il 625 e il 540 a.C.: si moltiplicano le botteghe e gli esponenti di primo piano, si sviluppano diversi indirizzi pittorici e sempre più definita diventa la specializzazione verso singole forme o nella scelta e nella disposizione dei motivi decorativi.
Accanto agli esemplari figurati e di maggior pregio si allinea tutta una gamma di piccoli vasi a decorazione lineare o vegetale, che da una parte ripetono le fogge consuete della ceramica corinzia e, dall'altra, si presentano come vere e proprie innovazioni etrusche: è il caso degli alabastra a fondo piatto e carenato, degli alabastra a punta e di quelli con il corpo biconico o a più rigonfiamenti.
A questa produzione più corrente appartiene l'esemplare esaminato in questa scheda, che documenta la sopravvivenza nella ceramica di produzione etrusca del fregio a "cani correnti", in uso negli aryballoi protocorinzi dal secondo quarto del VII sec. fino al transizionale ed anche oltre.
Dono Quercetti da Osimo (1881).
Etrusco-corinzio – Fine del VII – prima metà del VI sec. a.C.
Il tipo di decorazione è caratteristico soprattutto degli alabastra a fondo piatto e piriformi: cfr. Matteucci, pp. 47-48, nn. 28-29; Bartoloni, p. 112, nn. 16-17.

Bibliografia Lenzi F./ Pagliani M. L.
Carlo Venturini tra collezionismo e antropologia
Bologna
CLUEB
1982
pp. 29-31

PatER